venerdì 27 gennaio 2017

Un Natale di voci bianche

Natale è il periodo ideale dei cori, che si tratti delle “carols” inglesi, degli angeli nei presepi o della liturgia. È stata perciò azzeccata la scelta dell’Associazione Amici della Scuola Diocesana di Musica Santa Cecilia di Brescia: quello di comprendere negli “Incontri con la musica” (XXIX Rassegna - 2016) anche un concerto del Coro di Voci Bianche Santa Cecilia. Esso si è tenuto a Manerbio, nella pieve S. Lorenzo, il 22 dicembre 2016. L’organizzazione ha visto la collaborazione del Centro Oratori Bresciani.
            Il coro è stato costituito nel 2003; lo dirige Mario Mora, fondatore anche della Scuola di musica, del Coro giovanile e dell’Ensemble “I Piccoli Musici” di Casazza (BG). Mora ha studiato pianoforte, organo e musica corale. Ha tenuto corsi, convegni ed atelier nazionali e internazionali sulla vocalità infantile, nonché l’atelier “Forever Classical” per “Europa Cantat 2012”. Il Coro di Voci Bianche Santa Cecilia si è esibito in saggi scolastici, celebrazioni della cattedrale di Brescia (anche trasmesse dalla RAI) e ha partecipato ad alcuni concerti tenuti da “I Piccoli Musici”. Ha ricevuto premi e riconoscimenti a livello nazionale. Nel gennaio 2012, in occasione della “Giornata della Memoria”, il coro ha realizzato l’opera per bambini “Brundibár” di Hans Krása (1899 - 1944), compositore ceco morto ad Auschwitz. Nel giugno 2014, ha collaborato con l’Orchestra di Fiati della Valcamonica nell’esecuzione della Sinfonia n. 4 di Johan de Meij. Nell’ottobre 2016, si è esibito a Roma, nella basilica di Santa Maria ad Martyres (Pantheon) e nella parrocchia di San Patrizio sul Colle Prenestino. 
A Manerbio, il coro era accompagnato dai violini di Maura Zoni e Stefano Lonati, nonché dall’organo di Luigi Panzeri. Quest’ultimo è docente presso il Liceo musicale “S. Alessandro” e l’Accademia Santa Cecilia di Bergamo. Suona organi d’epoca (Cinquecento e Settecento) e si occupa di ricerca e trascrizione del repertorio vocale-strumentale cinque-seicentesco. È membro della Commissione tecnica per gli organi della Diocesi di Bergamo e ha pubblicato studi sull’arte organaria.
 A Manerbio, l’inizio del concerto è stato affidato a “Once in Royal David’s City” di Henry John Gauntlett (1805-1876), per proseguire con due brani di Joseph Rheinberger (1839-1901): “Puer natus in Bethlehem” e “Quam admirabile”. Dalla musica d’autore si è passati alle melodie popolari, con un pezzo francese del XVI sec.: “Il est né le Divin Enfant”. Di Valentino Miserachs Grau (1943 -) erano i “Natalitia”; poi, è venuto “Hark! The herald Angels sing” di Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809-1847), più noto per la sua “Marcia nuziale”, dall’opera “Sogno di una notte di mezza estate” (1843).
            John Rutter (1945 - ) è stato rappresentato da “The Colours of Christmas” e da “The Peace of God”. La prima parte del concerto si è chiusa con Henry Purcell (1659-1695) e il suo “Sound the Trumpet”. Le voci bianche hanno poi lasciato il posto alla Sonata op. 3 n. 2 di Arcangelo Corelli (1653-1713), eseguita dai violini e dall’organo.
            La serata è proseguita con “Dormi, Iesu dulcissime” di Pál Esterházy (1635-1713), il “Dolce sentire” di un Anonimo e la celebre “Panis angelicus” di César Franck (1822-1890), inno all’Incarnazione celebrata dal Natale. Dopo tanti compositori famosi, la conclusione è stata affidata alla melodia popolare “Shalom”, un benaugurante invito alla pace e alla prosperità.

Pubblicato su Paese Mio Manerbio, N. 116 (gennaio 2017), p. 16.

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