lunedì 16 gennaio 2017

Le rose della notte - II, 5

Parte II: Il cielo in fiamme



5.

Edoardo scese dall’auto e sbatté la portiera. Lo seguirono  Gennaro, Francesco e Agostino, che era alla guida. Trovarono Giorgio, Michele e Luca, che avevano già parcheggiato nel cortile dello Spaziomusica.
            Il concerto sarebbe cominciato alle 21:30. I “Pains of Odin”, naturalmente, si erano organizzati per arrivare con un certo anticipo, fare le ultime prove e cenare in santa pace.
            «Ma… Diana dov’è?» fece Luca, aggrottando le spesse sopracciglia castane.
«Ha detto che arriverà più tardi» precisò Agostino. «Deve andare a prendere la sua tipa in collegio».
            Edoardo non disse nulla. Ma una durezza vitrea si coagulò sul suo volto biondo. Un occhio esperto non avrebbe dubitato della sua gelosia. Si chinò nel baule aperto e recuperò la custodia della chitarra. 

Un familiare rombo di motocicletta fece voltare i ragazzi. Riconobbero la Kawasaki di Diana, la figura di lei a cavalcioni del sellino. Dietro, l’attesa sconosciuta: un vitino sottile in un soprabito color perla e volto mascherato dal casco. Gli amici si radunarono attorno a lei come api.
            «Ciao!» li salutò Diana, sicura e radiosa, mentre si liberava il capo corvino. «Vi presento Margherita».
Ora, anche questa era visibile. Occhi d’un castano trasparente, sotto le cortine delle ciglia; un volto candido e delicato, con una fossetta d’arguzia; chiome d’un rosso ricco e scuro, scompigliate dal casco. La curiosità sensuale dei sei si sospese in una sorta di stupefazione.
            Edoardo non era fra loro. Si era annidato poco fuori dal cancello del cortile. Un ghigno feroce gli solleticava le labbra. Non faceva apposta, si disse. Colpa del dolore.
            No, non avrebbe aspettato che lo richiamassero gli altri. Sarebbe tornato disteso e sorridente di propria iniziativa. Ma non subito. Non subito.


[Continua]

Pubblicato sul quotidiano on line Uqbar Love (15 gennaio 2017).

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