mercoledì 2 settembre 2015

La chiazza rossa

"…nunc et in hora mortis nostrae amen.  


Già da alcuni minuti il piccolo crocchio appollaiato attorno al feretro aveva iniziato la recita di uno stanco e meccanico rosario. Velette nere si intrecciavano con ampi fazzoletti su cui scivolavano lacrime sporche di trucco, mentre gli effluvi di svariati profumi dolciastri andavano a mescolarsi tra loro impregnando l’aria già greve e tombale.
Tra le anonime sagome dei presenti spiccava la figura minuta e diafana di una ragazza, seduta presso i genitori e intenta ad osservare con sguardo fisso e stupefatto il defunto a pochi centimetri da lei. Gli occhi grandi, incastonati in un viso ancora incerto tra adolescenza e maturità, sembravano non volersi staccare dal volto placido e disteso dell’uomo, un anziano signore dai radi capelli bianchi, naso dritto ed elegante, la bocca ormai rilassata nel riposo eterno, ma da cui traspariva una molle e indecifrabile dolcezza.
Con un sospiro, la madre poggiò la mano sulla spalla della figlia. Povera piccola… perdere lo zio Tonio, che le era così affezionato…
Lo zio Tonio… i ricordi si affollavano nella giovane mente...  le numerose volte in cui, un tempo,  era venuto a trovarla, portandole dolci e giocattoli di ogni genere e intrattenendola con la sua voce melodiosa e affabulatrice, nonché le altrettante occasioni in cui i genitori l’avevano affidata alle sue cure nei momenti di bisogno. Un sorriso amaro si dipinse sul volto di lei, a sottolineare il rammarico per un mondo ormai perduto… ma forse c’era qualcos’altro in quell’amarezza, qualcosa che non riusciva a ricordare, eppure sembrava richiamarla da lontano, da tempi remoti, sopiti dall’oblio…

…dominus tecum, benedicta tu in mulieribus…

I suoi occhi seguitavano a fissare lo zio, cercando qualcosa senza rendersene conto. Di colpo si soffermarono su un piccolo dettaglio apparso quasi per magia. Un parente si era alzato per sistemare meglio le mani del defunto e, sollevandole appena, aveva scoperto la palma sinistra. Su di essa, la ragazza intravide per un istante una strana chiazza rossa, forse una voglia, dalla forma vagamente triangolare…
Drizzò il capo, come se una rivelazione l’avesse colpita alla sprovvista. Le balenò alla vista l’immagine di un sogno ricorrente che anni addietro l’aveva tormentata ma a cui non aveva mai saputo dare un significato preciso: una chiazza rossa prima indistinta, poi sempre più nitida, sempre più grande… diventava una mano, una mano enorme, che la accarezzava, sul viso, sul collo, scendendo poi sul petto, sulla schiena, sulla pancia…ed ecco il risveglio, affannoso, inquieto, accompagnato da un insolito dolore nelle parti intime…
Sua madre si era voltata a guardarla… vedeva la figlia affannosa, inquieta, mentre con una mano sembrava volersi coprire le pudenda… Povera piccola…

..et lux perpetua luceat ei…

La ragazza tornò ad osservare il volto di zio Tonio, così pacifico, addirittura angelico. Solo quelle labbra dolci ora assumevano un risvolto del tutto diverso… grottesco. Gettò lo sguardo attorno a sé… avrebbero mai saputo? E se così fosse, le avrebbero mai creduto?
No, nessuno avrebbe saputo… sarebbe stato il suo piccolo segreto, la sua piccola vittoria… e sorrise di nuovo, ma in modo diverso: un sorriso più sottile, più crudele, di chi assapora una dolce quanto misteriosa vendetta finalmente compiuta…

requiescat in pace, amen."


MAURO FRANZINI

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