martedì 4 settembre 2012

Il rapporto tra editore e manoscritto. Secondo ambito di incertezza

"Com’è noto, una volta concluso il censimento dei testimoni, l’editore procede al loro sistematico confronto volto a definire i rapporti reciproci. In seguito, la collazione mostra identità e differenze tra i testimoni per mezzo degli errori-guida. Scopo di quest’operazione è la ricostruzione della tradizione del testo, rappresentata graficamente dallo stemma codicum. Com’è chiaro, l’individuazione degli errori comuni tra i testimoni è procedimento oggettivo della critica testuale. Inoltre, partendo dallo stemma, l’editore può scegliere tra varianti adiafore sulla base della maggioranza all’interno di ciascun raggruppamento, a partire dal basso (nella rappresentazione dello stemma). Ciò però è possibile solo in caso di criteri meccanici in una recensione chiusa. Che cosa accade in caso di varianti adiafore in una recensione aperta, in altre parole non risolvibile con criteri meccanici? [...]"

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