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Finalmente, arriva l’ora della RiCreazione

Nicola Bonini e il coro Sant'Imerio
Ne abbiamo parlato tanto... finalmente, è arrivata. “In Essere 2 – RiCreazione” è la nuova serie di mostre artistiche ospitata dal Bar Borgomella di Manerbio, per iniziativa di Luciano Baiguera. La prima esposizione (collettiva) è stata calendarizzata dal 18 dicembre 2022 al 21 gennaio 2023. Significativamente, è stata posta in apertura dei festeggiamenti natalizi e di quelli per l’anno nuovo: la RiCreazione è un nuovo inizio. Lo è dal punto di vista materiale, perché alcune delle opere esposte danno esempio di riutilizzo: alcuni sacchetti di carta sono stati trasformati in frammenti di cielo stellato, ciascuno nello stile di chi li aveva realizzati. Poi, ovviamente, ci sono le realizzazioni d’autore. 

            La sera del 18 dicembre 2022, all’inaugurazione, Nicola Bonini ha diretto il coro Sant’Imerio, che ha eseguito canti natalizi. Sono state lette ad alta voce due poesie: I cieli dell’anima di Cristina Brognoli e Nedàl di Erica Gazzoldi. Il pubblico ha così potuto calarsi nell’atmosfera festiva e prepararsi alla visione delle opere esposte.

            Colpisce certamente il peculiare albero di Natale di Lorena Lamagni, realizzato nello stile di Mondrian. Carlo Monterenzi, invece, ha posto la foto d’un gregge sotto un cielo di carta: allusione al presepe o alla fusione di realtà e finzione?

L'albero di Natale in stile Mondrian di Lorena Lamagni
            Mauro Ziglioli si è concentrato sui Magi, rappresentati come pastori nomadi del deserto. In un disegno di Zefirino Buono, un drago da film d’animazione incombe su una città, alto come l’albero di Natale che lo affianca. Di Lucia Aresi sono i Cieli ad acquerello, simili allo spazio fotografato da satellite. Fabio Sterza ha immortalato un’aurora boreale; le ha dato un titolo leopardiano quanto mai azzeccato: E mi sovvien l’eterno. Luciano Baiguera ha fotografato un cavallino a dondolo divelto in un parco giochi e l’ha intitolato: Les jeux sont faits, rien ne va plus (= “I giochi sono fatti, niente va più”). È una frase che, nei casino, avverte i giocatori che è scaduto il tempo per puntare il proprio denaro. In questo caso, si tratta contemporaneamente di un rimpianto per il tempo andato e di un invito a sperare in quanto il futuro porterà. 

            La foto di una chiesa che biancheggia nella notte (Carlo Monterenzi) è assai meno enigmatica. Donato Virgilio (Gruppo Fotografico Lenese) ha esposto uno scatto davvero singolare: una statua di donna che gioca col suo piccolo, davanti al fuoco d’un bivacco. Una Madonna col Bambino? Una “Fuga in Egitto”?

            Di nuovo Fabio Sterza (e sempre col Gruppo Fotografico di Leno) ha creato un presepe con un libro aperto e illuminato. Al suddetto gruppo, appartengono anche i seguenti artisti: Osvaldo Pisciali e Mario Gatti. Il primo ha realizzato una Sacra Famiglia dispersa in un bosco che ricorda vagamente le atmosfere di Caspar David Friedrich. Il secondo ha fotografato la letizia d’un alberello di Natale fra molte luci colorate.

            Cristina Brognoli ha realizzato due sculture gemelle con materiali di riutilizzo: Il pane che viene dal cielo e Il pane rubato al cielo. In entrambi i casi, piattini dipinti coi colori del cielo ospitano Bambinelli minuscoli, adatti a stare nei cucchiai che li accompagnano: un modo immediato e assai efficace di alludere all’offerta del Corpo di Cristo. Assai controversa è l’ Annunciazione di Zefirino Buono: due bottiglie di plastica vagano su un mare di carta. Riferimento al “messaggio nella bottiglia”, fragile e prezioso? O annuncio d’una catastrofe ambientale non più dissimulabile?

            L’ultima arrivata è Santa Chiara: un collage rappresenta una ragazza con un rosario in mano, su uno sfondo che ricorda un sole raggiante in salsa contemporanea. Una RiCreazione lampante, in cui ritagli di rivista diventano un’opera dal forte impatto visivo.

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