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L'albatro con le lame


Guardare Edward Mani di Forbice è stato facile e complesso come odorare un fiore. Mi ci sono volute settimane, però, per decifrare quel senso di déjà vu che il film mi ha provocato. Avevo già conosciuto un “Edward Mani di Forbice”: l’Albatro di Ch. Baudelaire.

Sovente, per diletto, i marinai
Prendono gli albatri, grandi uccelli dei mari,
Che seguono, indolenti compagni di viaggio,
La nave che scivola sugli abissi amari.

Non appena li han deposti sui ponti,
Quei re dell’azzurro, maldestri e vergognosi,
Lascian pietosamente le vaste ali bianche
Trascinarsi come remi ai loro fianchi.

L’alato viaggiatore, com’è maldestro e fiacco!
Lui, allor sì bello, com’è ridicolo e brutto!
Uno gli stuzzica il becco con la pipa,
L’altro mima, zoppicando, l’infermo che volava!

Edward, nel suo castello, volava fino alle altezze della Fantasia e della Creatività. Le lame che sostituivano le sue mani erano ali in grado di dare corpo a ogni sua immaginazione, nelle siepi che circondavano il suo nido. Mai censurato o comprato dalla cosiddetta “civiltà”, Edward è l’artista perfetto:

…simile al principe delle nubi
Che affianca la tempesta e ride dell’arciere;
Esiliato al suolo fra gli scherni,
Le sue ali di gigante gli vietano il passo.
Non appena Edward scende fra gli hollow men della “normalità”, le sue ali affilate diventano un handicap. Inutili sono le buone intenzioni della sua sostituta madre, che cerca di rifargli un volto di fronte alla società. Tim Burton sembra suggerire che l’artista non può essere uomo fra gli uomini. Al massimo, li può dilettare, può sembrare perfino superiore a loro per qualche tempo. Ma gli idoli cadono in fretta. La meravigliosa anormalità dell’arte si trasforma in minaccia all’ordine miope in cui la talpa umana si trova tanto bene. Eppure, l’artista è umano –troppo umano. In lui, sono amplificate tutte le fragilità, gli amori e le amarezze tipiche dell’uomo. Le sue ali di gigante hanno bisogno degli spazi celesti. Edward deve riprendere definitivamente posto fra le nuvole. Come se fosse morto. Ma una morte è spesso un’apoteosi. Dalle sue nuvole, Edward manda la neve. Alla pari del Boccadoro di H. Hesse, ha avuto bisogno di amare, sbagliare e soffrire, per fertilizzare il proprio genio. La sua neve è il massimo atto d’amore che gli sia possibile. Con le sue lame, da re dell’azzurro, segue la nave del mondo che scivola sugli abissi amari.

Commenti

  1. Hai scritto tu la traduzione? Mi è piaciuta molto. Anche la prima linea: "complesso come odorare un fiore"? Impressionante ...E per alcune persone non è così facile, a causa delle allergie... rofl

    Sono particolarmente d'accordo con: ".a Meravigliosa anormalità dell'arte si trasforma in minaccia ..." Ho sempre pensato che la società permette agli artisti di commentare, e anche criticare tutto, ma solo si gli artisti prendono queste critiche come materia prima per l'arte. Nel momento in cui la visione della realtà entra (o tenta di entrare) nella stessa stessa, si dice che gli artisti sono "fuori del loro campo di competenza" e dovrebbero tacere. Qual è campo di competenza, "l'expertise" degli artisti, ma la realta? Loro la conoscono perche lavorono con la realta tutto il tempo, ed essere umano e troppo faticoso...

    (sorry for my lousy Italian, by the way :lol )

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara Luz, la traduzione della poesia è mia, sì. Baudelaire è un autore che amo molto... Non preoccuparti per il tuo italiano, che è accettabilissimo e che è sicuramente migliore del mio spagnolo. ;) Ti ringrazio per il tuo caldo apprezzamento. :) Sono d'accordo con te circa il rapporto fra artisti e realtà. Senza rendersene conto, la maggior parte della gente ha una visione molto riduttiva dell'arte... La vede, di volta in volta, come qualcosa di "decorativo" o di "socialmente impegnato". Qualcuno si perde in futili dibattiti circa le presunte contrapposizioni tra arte "impegnata" e arte "d'evasione", oppure fra arte "colta" e arte "popolare/commerciale". Ma l'arte non è nulla di questo. L'arte è ciò che rende percettibile la sostanza più profonda dell'essere umano.

      Now, I'm sorry, too, if my Italian is too difficult to understand. :)

      Elimina

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