mercoledì 5 marzo 2014

Nemico mio amato




Hai occhi d’una limpidezza opaca –occhi d’un giovane dall’anima vecchia. Tu, ispido e dolce, castissimo e fauno. Parli come i miei idoli domestici di terra e sangue. Sei una sirena che mi richiama al cerchio del mito –la tua voce non fa che tracciare la mia lontananza da esso, per sempre. Io sono entrata nel tempo, ove tutto scorre come un fiume. Uscire dal mutamento perenne mi ucciderebbe. Ascoltare il tuo richiamo mi ucciderebbe. Dovrei odiarti per questo –e per tutte le offese pronunciate dalla tua pietas. Eppure, nient’altro che un abbraccio so darti, quando ti ascolto. Vorrei scaldarti, cullarti, nutrirti –e dire amen, mille volte amen. Tu esisti: amen, alleluia. Tu, intatto e vulnerabile. Te, che non so temere. Nemico mio amato.

3 commenti:

  1. http://www.rivistazetesis.it/Nuovagioventu.htm

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    1. Me la ricordo... Già mi segnalasti questo link... ;) Sei laconico come sempre. ;)

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    2. (Ma anche eloquente... nel tuo modo peculiare... :-* )

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