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Della Natura il Risveglio: la primavera nell'arte manerbiese

Il collettivo artistico "In Essere" di Manerbio non avrebbe potuto ignorare le suggestioni della primavera. Dal 10 aprile al 10 maggio, al Bar Simposio, è stata allestita la sua mostra Della Natura il Risveglio. Essa era stata realizzata in collaborazione con il Foto Club di Manerbio e il Gruppo Fotografico Lenese. L'iniziativa era patrocinata dalla Cooperativa Solidarietà Manerbiese. 

Il quadro di Giovanna Cremaschini per la mostra sulla primavera nell'arte: la Malinconia rappresentata quasi come una sacra icona, su fondo oro e un taglio triangolare. I capelli della figura sono blu, il colore freddo e malinconico per eccellenza.

 Durante l'inaugurazione, sono state lette anche le poesie di alcune artiste del collettivo, coerenti con l'argomento dell'esposizione.

La rinascita e la fioritura sono state rappresentate da Fabiana Brognoli in riferimento all'Europa: raffigurata come un bocciolo rosso, augurava un futuro di speranza. Giovanna Cremaschini aveva rappresentato la Malinconia quasi come una sacra icona, su fondo oro e un taglio triangolare. I capelli della figura sono blu, il colore freddo e malinconico per eccellenza.

Immagini di serenità e bellezza erano inscritte nelle foglie cadenti dell'opera di Cristina Brognoli; al centro, una ragazza ad occhi chiusi assaporava la pace della brutta stagione che finiva e della natura che rinasceva.

Luciano Baiguera si era ispirato all'Arcimboldo per creare un volto con petali floreali: un omaggio alla defunta madre. Sotto la composizione, c'erano un guscio e un gheriglio di noce: allusioni a una bara (anche in senso metaforico) e all'anima risorta.

Gigi Viviani aveva scelto la tridimensionalità: da un fondo bianco appeso alla parete, fuoriuscivano alcune punte ricoperte di piume bianche. Un'allusione alla durezza della neve, destinata a sciogliersi?

Alessandra Comaroli, con la tecnica del collage, aveva creato un mezzo volto femminile con gli occhi coperti: forse, una moderna Dea Fortuna pronta a portare un futuro prospero.

Un'infinità di punti colorati componeva l'opera di Lorena Lamagni: un albero posto sullo sfondo di un tramonto a formare un occhio gigantesco. 

Un giovane volto femminile in bianco e nero fissava lo spettatore: opera di Claudia Zucchelli per la mostra sulla primavera nell'arte.

Erano invece fatte di linee sottili le flessuose figure femminili su fondo blu create da Lorenzo Piovani. Due arance ammuffite sembravano grandi occhi, sul tondo realizzato da Vanessa Anzoni. Metà sano e metà corrotto era anche il volto femminile dipinto da Fabiana Brognoli: il sempreverde tema del "doppio", della luce e dell'ombra che convivono nell'animo.

Un giovane volto femminile in bianco e nero fissava lo spettatore (Claudia Zucchelli).

Nella sezione fotografica, trionfavano i soggetti naturali. Una era una cicogna coi suoi piccoli, noto emblema di fertilità e nuova vita. Un campanile s'intravedeva nel fogliame (Anna Amighetti). Un fiore bianco era in primissimo piano su fondo scuro (Fabio Sterza). Due uccelli acquatici s'incontravano becco a becco. C'era poi una varietà di erbe e fiori, fra cui uno fecondato da un'ape: opera del Gruppo Fotografico Lenese. Il Foto Club di Manerbio aveva immortalato un uccellino su un ramo fiorito.

Fra simbolismo, astrattismo e osservazione della natura, l'incanto della primavera ha svelato diversi suoi lati.

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