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Natale in arte al Bar Borgomella

tempo di natale
Lucia Aresi
Dal 19 dicembre 2021 all’8 gennaio 2022, il Bar Borgomella ha ospitato la mostra collettiva “Tempo di Natale”, realizzata dagli artisti partecipanti all’esposizione “In Essere”


Giovanna Cremaschini ha proposto Gli Arcangeli: tre rappresentazioni astratte coloratissime, realizzate con collage di diversi materiali e con inserti metallizzati. Prevalgono i cerchi e le linee curve; l’astrattezza, privando i soggetti della materialità, suggerisce la loro natura spirituale.

            Di Zefirino Buono è invece Un germoglio spunta dal tronco di Jesse. Il titolo, ovviamente, è una famosa citazione dal Libro di Isaia (11,1). Jesse, padre del re Davide, è l’antenato di tutti i re di Giuda, nonché del Messia. La profezia di Isaia viene comunemente riferita alla nascita di Cristo. Buono l’ha rappresentata con un collage di juta su tela: un albero dalle fattezze umanoidi.

            Si vira invece verso la metafisica alla De Chirico con Infinity di Enrico Trementini: un paesaggio urbano al chiaro di luna, composto interamente di perfette forme solide (sfere, parallelepipedi, piramidi). Il biancore e l’astratta nitidezza dei volumi descrivono una sorta di mondo delle Idee, eterno perché puramente concettuale, sottratto al peso della materia.

            Apertamente legato al tema è invece il Dies Natalis di Luciano Baiguera: un’icona della Madonna col Bambino, affiancata però a due fotografie di un uomo che percorre il viale alberato davanti alla stazione di Manerbio decorato da bandiere tricolori. Un’allusione a una doppia Natività, quella di Cristo e quella della Repubblica Italiana?

            Ancor più chiaro è il Rallegratevi di Matteo Brognoli: una scultura rappresentante la Sacra Famiglia come un monolite. La base reca scritte in greco, la lingua dei Vangeli.

            Cristina Brognoli ha invece rappresentato Maria Fanciulla e le sue 12 stelle. Il riferimento, ancora una volta, è biblico: Apocalisse 12, 1 ss. L’episodio è quello della donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e una corona di dodici stelle. Non ha nome, ma è alquanto evidente che suo figlio è Cristo: da cui l’abituale identificazione con la Madonna. Qui, lei è rappresentata poco più che bambina, candida ed eterea, mentre si leva verso il cielo.          

All’astrattismo si torna con Lorena Lamagni e il suo Multiverso: nove mandala disposti in quadrato. Rappresentano probabilmente la varietà delle cose esistenti (le diverse colorazioni dei mandala) nella perfezione dell’universo che le ricomprende tutte (il quadrato, i cerchi, il numero 9 di dantesca memoria).

           

tempo di natale
Davide Rossini

Fabiana Brognoli, con maggiore immediatezza, raffigura cosa significhi Essere un Essere #01. Il suo collage su fondo dorato mostra una Madonna con Bambino, sotto il cui manto sono raccolte figure umane provenienti da tutto il mondo.

            Fabio Sterza ha fotografato Piazza Loggia decorata dalle luminarie natalizie, Carlo Monterenzi una capanna del presepio realizzata con cioccolato e cioccolatini (Presepe 2021). Mauro Zilioli, nel suo Una stella a mezzanotte, ha raffigurato proprio la pieve manerbiese vista dall’alto, coi fedeli che vanno ad assistere alla Messa di mezzanotte. Classico e aggraziatissimo è l’acquerello di Lucia Aresi, rappresentante la Madonna col Bambino.

Toni gioiosi da cartolina natalizia sono invece stati scelti da Davide Rossini. La vera sorpresa, infine, è quella di Isabella Baiguera: un suo breve fumetto racconta un’Annunciazione “noir”. Gabriele rompe i vetri della finestra. Trova una Maria sfatta, con una sigaretta fra le labbra, probabilmente di umore suicida (visto che ha una pistola). Proprio a lui stava pensando la ragazza: all’arcangelo che, con nonchalance, si toglie schegge di vetro da un occhio, mentre si prepara ad annunciarle che una nuova vita è possibile. Diversi volti del Natale e del sacro e nessuno di essi è scontato o dolciastro. La mostra colpisce e (quasi) conduce l’osservatore verso dimensioni “altre”.

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