 |
| Chiesa di Santo Spirito |
Per
il 2 aprile 2017, il Comune ha organizzato una giornata intitolata “Scopri
Manerbio!”, con visite guidate alla Chiesa di Santo Spirito, a Palazzo Luzzago
e alla Chiesa della Disciplina. Le guide erano i ragazzi delle scuole medie (la
paritaria “Beato Giuseppe Tovini” e la statale “A. Zammarchi”), debitamente
preparati dai docenti.
La Chiesa di Santo Spirito è
affiancata all’ex-convento delle Orsoline, attualmente sede delle scuole
parrocchiali (scuola primaria “S. Angela Merici” e scuola secondaria di primo
grado “Beato G. Tovini”, appunto). La congregazione religiosa nacque per opera
di Mostiola Travaglia (Manerbio, 1811-1867). La signora, che aveva preso in
affitto l’edificio insieme a una compagna, aveva già l’abitudine di ospitarvi
le ragazze del posto. Ottenne poi dal vescovo di Brescia (Mons. Verzeri) il
permesso di aggregarsi alle Orsoline. Nel 1856, venne formalmente aperto il
convento manerbiese e Mostiola Travaglia fu confermata superiora. La congregazione
continuò a occuparsi della ricreazione e dell’istruzione di ragazze e bambine,
soprattutto orfane. Della stessa epoca, è la Chiesa di Santo Spirito. A navata unica,
ospita diverse tele, fra le quali è notevole la pala d’altare: la “Pentecoste”
del bergamasco Ponziano Loverini (1845-1929).
 |
| Portico di Palazzo Luzzago-Di Bagno |
Palazzo Luzzago-Di Bagno era una residenza di campagna nobiliare. Il ramo manerbiese del casato si estinse quando Bianca Luzzago (n. 1790) andò in sposa al marchese Carlo Ferdinando Guidi di Bagno da Mantova (n. 1776). Nel
sito dell’attuale piazza Cesare Battisti, si trovava - fino al 1782 - una
caserma, fatta smantellare e trasferire da Galeazzo Luzzago, per ragioni
estetiche e di comodità. Sempre nel XVIII secolo, l’architetto Gaspare Turbini
fu incaricato di ristrutturare il palazzo.
 |
| Un dipinto nel Salone d'Onore. |
Le
valve d’ostrica sopra le finestre della facciata alludono alle virtù dei
Luzzago, nascoste come perle. Le sale che si affacciano sul portico presentano
ancora proporzioni, coperture e decorazioni tardo-cinquecentesche. Di Turbini è
lo scalone di rappresentanza. Il vano è collegato al portico attraverso
un’apertura a serliana, così detta dal nome di Sebastiano Serlio, trattatista
di architettura (Bologna 1475 - Fontainebleau 1554). Sulla
volta dello scalone, tre Amorini reggono i simboli di quelle nascoste “virtù
dei Luzzago”: bilancia (= giustizia), ulivo (= sapienza), cornucopia (=
prosperità). Le decorazioni pittoriche amano l’illusionismo prospettico, ovvero
l’apertura a spazi puramente immaginari. Nel Salone d’Onore, il soffitto reca
un “Trionfo di Flora”, la dea della fioritura. Le porte sono laccate “alla veneziana”. Nell’attuale
saletta degli assessori, rimane una scena religiosa con angioletti. Sul
corridoio successivo, si aprono ex-appartamenti privati, con decorazioni floreali
e scene bucoliche. In una di queste stanze, il soffitto è rivestito di seta
dipinta a tempera.
 |
Altare e pala d'altare della Chiesa della Disciplina |
La Chiesa della Disciplina prende il
nome da una confraternita di laici, uomini e donne, dediti al culto della
Vergine, alla penitenza e alle opere di carità. La Disciplina fu fondata nel
1393, per sciogliere un voto fatto in occasione di un’epidemia influenzale.
L’attuale chiesetta, invece, risale al periodo tra il XVI e il XVII sec., con
facciata primonovecentesca. La navata
cinquecentesca (con volte a crociera) contrasta con le volte a botte delle
cappelle laterali (secentesche). Anche i dipinti sono databili dal primo ‘500
al primo ‘900. Essendo Brescia celebre per i marmi di Rezzato, questo materiale
non manca: soprattutto nell’altare, che risente sia delle istruzioni di S.
Carlo Borromeo in materia d’arte sacra (1577) che del gusto barocco per la
teatralità.
Pubblicato su Paese Mio
Manerbio, N. 120 (maggio 2017), p. 7.
Commenti
Posta un commento
Si avvisano i gentili lettori che (come è ovvio) non verranno approvati commenti scurrili, offese dirette, incitazioni all'odio di qualunque tipo, messaggi che violino la privacy o ledano l'onore di terzi. Si prega di considerare questo blog come uno spazio di confronto, così come è stato fatto finora, e non come uno "sfogatoio". Ci scusiamo per eventuali ritardi nella pubblicazione dei commenti: cause (tecnologiche) di forza maggiore. Grazie.