giovedì 18 maggio 2017

Alla scoperta di Manerbio

Chiesa di Santo Spirito
Per il 2 aprile 2017, il Comune ha organizzato una giornata intitolata “Scopri Manerbio!”, con visite guidate alla Chiesa di Santo Spirito, a Palazzo Luzzago e alla Chiesa della Disciplina. Le guide erano i ragazzi delle scuole medie (la paritaria “Beato Giuseppe Tovini” e la statale “A. Zammarchi”), debitamente preparati dai docenti. 
            La Chiesa di Santo Spirito è affiancata all’ex-convento delle Orsoline, attualmente sede delle scuole parrocchiali (scuola primaria “S. Angela Merici” e scuola secondaria di primo grado “Beato G. Tovini”, appunto). La congregazione religiosa nacque per opera di Mostiola Travaglia (Manerbio, 1811-1867). La signora, che aveva preso in affitto l’edificio insieme a una compagna, aveva già l’abitudine di ospitarvi le ragazze del posto. Ottenne poi dal vescovo di Brescia (Mons. Verzeri) il permesso di aggregarsi alle Orsoline. Nel 1856, venne formalmente aperto il convento manerbiese e Mostiola Travaglia fu confermata superiora. La congregazione continuò a occuparsi della ricreazione e dell’istruzione di ragazze e bambine, soprattutto orfane. Della stessa epoca,  è la Chiesa di Santo Spirito. A navata unica, ospita diverse tele, fra le quali è notevole la pala d’altare: la “Pentecoste” del bergamasco Ponziano Loverini (1845-1929).
Portico di Palazzo Luzzago-Di Bagno
Palazzo Luzzago-Di Bagno era una residenza di campagna nobiliare. Il ramo manerbiese del casato si estinse quando Bianca Luzzago (n. 1790) andò in sposa al marchese Carlo Ferdinando Guidi di Bagno da Mantova (n. 1776). Nel sito dell’attuale piazza Cesare Battisti, si trovava - fino al 1782 - una caserma, fatta smantellare e trasferire da Galeazzo Luzzago, per ragioni estetiche e di comodità. Sempre nel XVIII secolo, l’architetto Gaspare Turbini fu incaricato di ristrutturare il palazzo. 
          
Un dipinto nel Salone d'Onore.
Le valve d’ostrica sopra le finestre della facciata alludono alle virtù dei Luzzago, nascoste come perle. Le sale che si affacciano sul portico presentano ancora proporzioni, coperture e decorazioni tardo-cinquecentesche. Di Turbini è lo scalone di rappresentanza. Il vano è collegato al portico attraverso un’apertura a serliana, così detta dal nome di Sebastiano Serlio, trattatista di architettura (Bologna 1475 - Fontainebleau 1554). Sulla volta dello scalone, tre Amorini reggono i simboli di quelle nascoste “virtù dei Luzzago”: bilancia (= giustizia), ulivo (= sapienza), cornucopia (= prosperità). Le decorazioni pittoriche amano l’illusionismo prospettico, ovvero l’apertura a spazi puramente immaginari. Nel Salone d’Onore, il soffitto reca un “Trionfo di Flora”, la dea della fioritura. Le porte sono  laccate “alla veneziana”. Nell’attuale saletta degli assessori, rimane una scena religiosa con angioletti. Sul corridoio successivo, si aprono ex-appartamenti privati, con decorazioni floreali e scene bucoliche. In una di queste stanze, il soffitto è rivestito di seta dipinta a tempera. 
Altare e pala d'altare della Chiesa
della Disciplina
            La Chiesa della Disciplina prende il nome da una confraternita di laici, uomini e donne, dediti al culto della Vergine, alla penitenza e alle opere di carità. La Disciplina fu fondata nel 1393, per sciogliere un voto fatto in occasione di un’epidemia influenzale. L’attuale chiesetta, invece, risale al periodo tra il XVI e il XVII sec., con facciata primonovecentesca.  La navata cinquecentesca (con volte a crociera) contrasta con le volte a botte delle cappelle laterali (secentesche). Anche i dipinti sono databili dal primo ‘500 al primo ‘900. Essendo Brescia celebre per i marmi di Rezzato, questo materiale non manca: soprattutto nell’altare, che risente sia delle istruzioni di S. Carlo Borromeo in materia d’arte sacra (1577) che del gusto barocco per la teatralità.


Pubblicato su Paese Mio Manerbio, N. 120 (maggio 2017), p. 7.

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