sabato 18 marzo 2017

Aladino e il Genio della Lampada

La stagione degli spettacoli per bambini, al Teatro Civico “M. Bortolozzi”, sta volgendo al termine. Il penultimo titolo è stato inscenato il 12 febbraio 2017. Come sempre, sul palco sono saliti gli attori della compagnia “IL NODO Teatro”: Sabrina Danesci, Danilo Furnari, Fiorenzo Savoldi e Fabio Tosato. La regia era di Raffaello Malesci. La storia, stavolta, era “Aladino e il Genio della Lampada”, un’intramontabile novella tratta dalle “Mille e una notte”. 


            Aladino è figlio di un povero sarto, vedovo e avanti negli anni. Questi vorrebbe trasmettere al ragazzo il mestiere di famiglia, ma il monello non ne ha alcuna voglia. Preferisce giocare per strada con i coetanei e sognare di diventare principe… ma anche quello gli sembra troppo faticoso. Per caso, un ricco mercante si presenta come fratello della sua defunta madre. Non ha prove concrete della parentela… ma ha “argomenti di peso”. Peso d’oro, per l’esattezza. Abbagliato dai doni del “cognato”, il sarto gli affida Aladino. Pare che lo “zio” gli abbia finalmente trovato una professione gradita: quella di mercante. Ma, prima di aprirgli una bottega, invita il ragazzo ad accompagnarlo in una lunga passeggiata fuori città. Perché lo “zio” è un mago malvagio che vuole impadronirsi di una lampada eccezionale, custodita in una caverna sotto un monte: solo il ragazzino può penetrarvi. Aladino, però, rifiuta di consegnargli la lampada e il mago lo abbandona nella caverna. Qui, lo sventurato fa una scoperta: la lucerna (simbolo della luce della conoscenza?) contiene un genio, uno spirito capace di compiere prodigi ai suoi ordini. È un facile riscatto dalla miseria, per Aladino e suo padre.
E anche un mezzo per ottenere la mano della principessa, la figlia del sultano. Non che occorra arrivare al suo cuore: la ragazza ha adocchiato il giovinetto fin da subito. Ma il suo status sociale richiede un marito facoltosissimo: lei non rinuncerebbe mai ai molti agi in cui è cresciuta. Il genio pensa dunque ai doni nuziali (gioielli favolosi e un palazzo) e il fidanzamento è concordato. Ma il mago non rinuncerà alla lampada tanto facilmente. Tenta di farsela consegnare dalla principessa, con la scusa di sostituirla con una nuova e splendente (lei non conosce l’eccezionalità dell’oggetto). Ma il trucco non funziona. Per di più, il genio riconosce il mago: è colui che l’ha imprigionato nella lampada, tanto tempo prima. Tempo sufficiente a fortificare le capacità del genio. Lo spirito e lo stregone si sfidano così a colpi di incantesimi. Il mago viene sconfitto e dovrà provare a propria volta la prigionia nella lucerna. Il genio ha ottenuto la libertà; ma non potrà più soddisfare i desideri di Aladino. La giovane coppia dovrà imparare a camminare sulle proprie gambe. I doni precedenti del genio e le ricchezze della principessa sono un buon punto d’inizio; ma toccherà ad Aladino dimostrarsi adulto e farli fruttare. Una storia sul potere dell’intelligenza intraprendente e sulla sua perversione, la perfidia.

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