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In una grande colonia greca - 200 a. C.

"Che le cose non vadano bene nel Paese
non è chi non lo veda.
E benché in qualche modo noi si tiri avanti
forse è arrivata l'ora -lo pensano non pochi-,
di ricorrere a un Gran Riformatore.
 
Ma l'impedimento, la difficoltà
è che questi Riformatori
trasformano ogni cosa in grande impresa.
(Che fortuna sarebbe
poter fare a meno di loro.) Su ogni questione
fanno interrogatorî e inquisizioni,
e subito propongono modifiche radicali
da attuare -ingiungono- senza alcun indugio.
 
Inoltre, hanno una tendenza ai sacrifici.
"Dovete rinunciare a quella proprietà.
La vostra è un'occupazione precaria:
proprio tali possessi danneggiano il Paese.
Dovete rinunciare a questa entrata
e a quest'altra, collegata alla prima,
e a questa terza: logica conseguenza.
È essenziale, che volete farci?
Ne conseguono responsabilità perniciose".
 
E più vanno avanti con il loro elenco
più trovano sprechi da eliminare.
Ma abolire queste cose è complesso.
 
E quando, a Dio piacendo, il lavoro è concluso,
dopo aver stabilito con minuzia i tagli
e incassato il giusto compenso, se ne vanno.
Vedremo poi quello che resta
dopo l'atroce intervento chirurgico.-
 
Forse non è il momento giusto. Ma vediamo
di stare calmi; la fretta in certi casi è un rischio.
Dei provvedimenti prematuri ci si pente.
Troppe cose non vanno nel Paese.
Ma esiste, poi, cosa umana perfetta?
Comunque sia, ce la sfanghiamo così."
 
 
COSTANTINO KAVAFIS (1863 - 1933)
 
 
 



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