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Bye al bey, ovvero "Quanto vaglian gl'Italiani..."

Qualche minuto a letto, col quaderno ad anelli e la stilografica, intanto che si sedimentano i pensieri –e i due panini demoliti in un attacco di fame ormonale. Sono grata a F., che mi ha regalato questa serata al Teatro Fraschini di Pavia. L'Italiana in Algeri : “dramma giocoso in due atti, di Giocchino Rossini, su libretto di Angelo Anelli” (1813). Il 15 novembre 2012 ha visto la coproduzione del Circuito Lirico Lombardo, del Teatro Coccia di Novara e dell’Alighieri di Ravenna. Molto efficace e briosa la regia di Pierluigi Pizzi. Francesco Pasqualetti ha diretto l’orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano.             F. aveva deciso di vender cara la pelle per la postazione più comoda in loggione. Perciò, siamo arrivati al Fraschini con mezz’ora d’anticipo. Lungo le scale, lui si è lanciato in una corsa matta e disperatissima. E io dietro, a cercar di riguadagnarlo. Era destino che il pubblico dovesse ridere, ancor prima...

Carmina et panem

"Ma che direm noi a coloro che della mia fame hanno tanta compassione che mi consigliano che io procuri del pane? Certo io non so; se non che, volendo meco pensare qual sarebbe la loro risposta se io per bisogno loro ne dimandassi, m'avviso che direbbono: - Va cercane tra le favole - . E già più ne trovarono tra le lor favole i poeti, che molti ricchi tra'lor tesori. E assai già, dietro alle lor favole andando, fecero la loro età fiorire, dove in contrario molti nel cercar d'aver più pane che bisogno non era loro, perirono acerbi. Che più? Caccinmi via questi cotali qualora io ne domando loro; non che, la Dio mercé, ancora non mi bisogna; e, quando pur sopravenisse il bisogno, io so, secondo l'Apostolo, abbondare e necessità sofferire; e per ciò a niun caglia più di me che a me."   GIOVANNI BOCCACCIO     (Introduzione alla Quarta Giornata del Decameron ) 

Chiaroscuri

Sono εἰδύλλια le liriche di Alessandro Castagna . Sono “quadretti” in un senso che abbandona l’impronta bucolica, per farsi, piuttosto, composizioni di sensazioni e pensieri. Per sottolineare la sinestesia sottesa a tutta la raccolta, quest’ultima si apre con una partitura musicale. Un allegretto in battute da 3/8, da eseguire piano.             La galleria è scandita in cinque sezioni: “Chiaroscuri” (l’eponima); “Acquerelli”; “Distanze”; “Rinascite”; “Fuochi”. A presentarle, citazioni da grandi autrici: quasi tutte di lingua inglese, che Castagna insegna. Prevale Emily Dickinson, con la sua vena introspettiva e sospesa fra cielo e terra. I “Chiaroscuri” ritraggono la “banalità del male” così come la percepiva Virginia Woolf: il peso delle giornate “normali” che stillano nell’uomo, fino a invecchiarlo e ucciderlo. Così come fa il tempo “frantumato a ragnatela” (1) , in una Sala d’attesa.       ...

Un bimbo e una scuola da incubo

Un bimbo e una scuola da incubo   di Canidia Sagani   Non guariranno facilmente le ferite del piccolo “Guidubaldo” (nome di fantasia). Ferite nella mente e nel cuore, causate da educatori che si sono rivelati indegni.             “Guidubaldo” ha 6 anni. Frequenta il primo anno in una scuola elementare di C. La famiglia ha chiesto riserbo sul luogo. Il piccolo aveva già sentito parlare di compiti e note sul diario, ma la realtà si è rivelata ancora più cruda delle aspettative. I docenti pretendono il silenzio assoluto in aula. I bambini devono stare fermi per ore nei banchi. Vietato andare al bagno durante le lezioni, se non dietro formale richiesta. L’insegnamento è legato a schemi obsoleti, come l’apprendimento mnemonico dell’alfabeto: esercizio arido, che tortura le menti infantili con dubbio scopo. Il taglio dei compiti e le scadenze imposte per la consegna non rispettano la personalità degli ...

Ultima puntata - Considerazioni conclusive

  "Eccoci a chiudere un altro lavoro, diverso e forse più complesso rispetto agli altri, ma questo è stato l’intento. Dunque che cosa possiamo ricavare da un’analisi del genere? Dobbiamo ritenere che il filologo, in vista del testo critico, non possa non tenere conto dei problemi di cui abbiamo trattato. Egli dovrebbe porsi queste domande, e trovare, limitatamente a ogni campo, la via più adatta che, come abbiamo detto, tenda alle certezza; in altre parole: che a ogni situazione generante incertezza, egli ponga domande di teoria. Il confronto con queste problematiche, consentendoci di isolare i campi d’incertezza e riconoscerli come tali, esorta la filologia, in sostanza, a un ripensamento di se stessa come disciplina incerta o relativamente certa..." ( continua )   Lorenzo Dell'Oso , Filologia del mondo nuovo   su Edoardo Varini Publishing

Molto rumore per...

<<Capelli rasati, una croce… un atto davvero… inqualificabile!>> Parole colte per caso, sputate da uno dei tanti conduttori televisivi che si riciclano come predicatori. Per far salire gli ascolti. Per non passare inosservati.             Sul banco, c’è la rasatura di un nuotatore undicenne , appena tornato da una gara a Locarno. Ai genitori, per spiegar la croce ritagliata nell’acconciatura, ha detto che era una punizione: “come gli ebrei”, dice un compagno coetaneo. Sdegno; esposto dei genitori; denuncia contro gli allenatori e la vice. In mano, nient’altro che un taglio di capelli e qualche parola.             Credevo d’aver visto abbastanza del circo mediatico, fra bunga-bunga, “nuovi mostri” e “quarti gradi”. Mi sbagliavo.             Nessuno di noi era nello spogliatoio di Locarno. Perciò...

Il Paese dei Balocchi

Intendiamoci. Non sono ferrata nei pistolotti contro “la civiltà occidentale”. Ho ancora molta strada da fare in merito. Nemmeno ho la tempra del buon Paolo Nidasio , che si è distaccato dalle proprie origini meneghine e si è quasi naturalizzato indiano. Soprattutto, mi sentirei come un pesce chiamato a criticar l’acqua. Io non mi sento europea, ma, per fortuna o purtroppo, lo sono… Così, quando penso al “dove” e al “quando” della mia nascita, mi dico il fatidico: Avrebbe potuto andarmi peggio. Sigh.             Però, diamine, da qui a decantare “il migliore dei mondi possibili” passa un bel po’ di distanza. Tanto per fare un esempio… <<Lei si è laureata in Lettere a pienissimi voti ed è diventata giornalista. Prende 450 € al mese… Viene pagata un tanto a parola, ma, ovviamente, non è lei a decidere quanto scrivere>>. Così mi ha raccontato un caro amico, pochi giorni fa. “Lei”, per giunta, ha somatizza...