venerdì 27 marzo 2015

Bicchieri, bocce e biliardo

In fondo a Scià bas, una delle più antiche vie di Manerbio, si può ancora notare l’insegna rosso-bianca del Bar Impero. L’attuale gestione avviò l’attività nel 1962; essa era nelle mani della famiglia Fassoli, della quale fanno parte gli attuali titolari, i fratelli Bruno e Mina. Nel 2012, i gestori festeggiarono un meritato cinquantennale. In quel mezzo secolo, il Bar Impero aveva visto tornei di briscola, di biliardo, di freccette, di bocce. I premi erano frugali, ma succosi: formaggi, salami. Nel 1965, i titolari parteciparono all’organizzazione di un torneo notturno di “calcio a sei”, che serviva per finanziare l’oratorio locale e a cui partecipavano giocatori professionisti. Mina ricorda ancora che la clientela, in quell’occasione, si infoltì straordinariamente, attratta dall’evento mondano.
            Al Bar Impero, per un periodo, fu abbinata una sala da pranzo, che fu però chiusa perché troppo onerosa in termini di tempo e denaro. In ogni caso, signori oggi ultracinquantenni ricordano di avervi banchettato insieme alla banda musicale cittadina, quando erano adolescenti.
            Fra i clienti illustri, non si può dimenticare il compianto poeta Memo Bortolozzi (Manerbio 1936 – 2010). Ai suoi versi dialettali, egli affidò il proprio amore per le serate al bar fra amici, per le buone bevute e per il biliardo: piccole cose che gli davano il pretesto per perle di saggezza arguta. Un cliente del Bar Impero, con tono semiserio, ha affermato che il biliardo del locale andò in pensione subito dopo la morte del poeta.
            Chi non abbandona sicuramente quel luogo di convivialità è la Società di Pesca Sportiva Jolly, che vi si riunisce settimanalmente. 

            Entrando nel Bar Impero all’ora del dopopranzo, è facile incontrarvi diversi artigiani che giocano a carte, prima di correre ad aprire bottega.
Circa trent’anni fa, il locale chiudeva all’una di notte… «ed era un problema far uscire la gente!» rammenta Mina. Oggigiorno, quel genere di problema è un rimpianto. Il Bar Impero, alla sera, aspetta che gli ultimi clienti si dileguino e chiude senza badare all’orologio. Però, gli aficionados non demordono. Sono, perlopiù, pensionati o uomini di mezza età, che leggono il giornale, bevono aperitivi o un poco di vino. Danno l’impressione di essere tutti amici; di sicuro, al Bar Impero “danno del tu”, per parafrasare certi rockettari nostrani. E sono ben contenti di condividere i ricordi manerbiesi di cui sono ricchi, purché il dialogo prenda la forma di una chiacchierata intorno a un bicchiere.

Paese Mio Manerbio, marzo 2015, pag. 22.

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