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Una forza del Passato

“ 10 giugno 1962 […] Io sono una forza del Passato. Solo nella tradizione è il mio amore. Vengo dai ruderi, dalle chiese, dalle pale d’altare, dai borghi abbandonati sugli Appennini o le Prealpi, dove sono vissuti i fratelli. Giro per la Tuscolana come un pazzo, per l’Appia come un cane senza padrone. O guardo i crepuscoli, le mattine su Roma, sulla Ciociaria, sul mondo, come i primi atti della Dopostoria, cui io assisto, per privilegio d’anagrafe, dall’orlo estremo di qualche età sepolta. Mostruoso è chi è nato dalle viscere di una donna morta. E io, feto adulto, mi aggiro più moderno di ogni moderno a cercare fratelli che non sono più.” PIER PAOLO PASOLINI (da Poesie mondane , in: Poesia in forma di rosa, Milano 1964, Garzanti; edizione speciale per il «Corriere della Sera», 2015, p. 38).

La nipote del diavolo - III, 4

Parte III: Colloqui 4. Michele Ario stringeva convulsamente il bordo del davanzale, alla finestra del proprio studio di psicologo. Non guardava veramente attraverso il vetro. Voleva solo evitare che il dottor Sacchi leggesse il suo volto. Quel viso bruno, dagli occhi simili a carboni e con sopracciglia robuste, era contratto in un dolore di viscere strappate.             «Scusa, Matteo…» mormorò. La sua voce mesmerica era stranamente rotta dal pianto. «Il fatto è che… oggi è proprio… l’anniversario della tragedia ». «Non preoccuparti, Michele… ti capisco…» conciliò l’altro. Anche le sue parole tremavano, però. Ario deglutì. «Mia cognata Virginia era sempre stata portata all’ansia, al male di vivere… Veniva regolarmente a colloquio da me… Ma, periodicamente, ricadeva nelle sue crisi…» Soffocò un singhiozzo. «Una sera… esattamente diciannove anni fa… si recò sul Ponte Coperto e…» Il silenzio che seguì fece...

La nipote del diavolo - III, 3

Parte III: Colloqui 3. Raniero e Isabella, finalmente, camminavano mano nella mano, bagnandosi nel sole sul Lungoticino. L’acqua scorreva come argento incandescente; si posava, su di essa, la sagoma bianca e pittoresca dell’ “Imbarcadero Bar”, il battello trasformato in locale.              Gli innumerevoli braccialetti della ragazza tintinnavano, in una sinfonia ingenua. Il suo vaporoso abito bianco le carezzava le gambe e lei aveva voglia di ridere – così, in un eccesso di vita. La mano ossuta di Raniero accompagnava la sua, con una stretta costante e morbida. I loro passi si sincronizzavano spontaneamente, secondo il proprio interno metro. Isabella aveva dimenticato Amedeo e le sere passate a fissare la finestra di lui, ritagliata nell’edificio di fronte. Aveva persino dimenticato la Lotus, il dottor Ario e la scoperta del suo tentato delitto. Almeno, in quel momento così le pareva. Guardava verso l’alt...

Concerto d'estate

Se la montagna non va a  Maometto, Maometto va alla montagna. Il Civico Corpo Bandistico “S. Cecilia” ha fatto il primo passo, per incontrare un pubblico più largo degli affezionati. E questo primo passo è consistito nei concerti all’aperto: l’estate ha offerto serate fresche e parchi dove le famiglie potevano lasciar scorrazzare i bambini, mentre le note accompagnavano l’arrivo della notte.             L’8 luglio 2016, un Concerto d’Estate si è tenuto al Parco Rampini. Il nuovo direttore, Giulio Piccinelli, ha presentato in apertura una marcia dal titolo “Arriva la banda”, che lui ha corretto in “Viva la banda”, con un significativo lapsus. Subito dopo, è arrivato un brano originariamente per orchestra: “An Outdoor Overture” (“Un’ouverture all’aperto”) di Aaron Copland (1938). Piccinelli ha precisato che il programma prevedeva, almeno in parte, la ripetizione di pezzi già eseguiti durante il concerto di fine aprile. Poi,...

Anche a Manerbio è arrivato il WWKiP

Sferruzzare è il tipico lavoro-passatempo della solitudine domestica. Si può coltivare questa passione senza mai venire a sapere che abbiamo intorno a noi altri che la condividono. Per questo, nel 2005, Danielle Landes pensò bene di invitare gli amanti di uncinetto, telaio e ferri da calza a riunirsi in piazza, in tutto il mondo. Così nacque il World Wide Knit in Public Day (WWKiP), la Giornata Mondiale del Lavoro a Maglia in Pubblico. In principio, quest’iniziativa - sempre a opera di volontari - si teneva dal secondo sabato alla terza domenica di giugno. Nel 2015, la data è stata fissata al 13 giugno.  A Manerbio, invece, la prima edizione del WWKiP ha avuto luogo il 18 giugno 2016. L’organizzazione è stata assunta da Gloria Colucci, pioniera della merceria e titolare della bottega creativa OHLALA!, in via XX Settembre. Gli sferruzzatori sono stati accolti dai tavoli esterni della caffetteria Lady. La maggior parte di loro erano tradizionali signore; ma non mancavano giovan...

I margini di Stefano Santi

“Ai margini dell’urbano, ai limiti del figurativo”. Così recitava il sottotitolo della mostra “ Boundaries ”, che, in inglese, significa “confini”. L’esposizione ha raccolto le tele di Stefano Santi (Acquafredda, 1965): architetto e pittore. La sede era la Sala Mostre (o “Sala Caminada”) di Palazzo Luzzago; l’evento era presentato dal Comune di Manerbio. Le opere sono state visibili al pubblico il 18 e il 19 giugno 2016. L’introduzione è spettata al prof. Massimo Rossi, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia. Sue erano queste eloquenti righe in locandina: «Con Stefano Santi vi è una facile tentazione di realismo. Dopo pochi attimi, tuttavia, ci si accorge di quanto la questione sfugga al semplice sguardo per divenire, quindi, memoria, impressione, struggimento, interrogazione. Un viadotto non è più una banale infrastruttura e una corsia autostradale sgrana, veloce, in un metaforico orizzonte in fuga».            ...

Non ci sono più le mezze stagioni

Nell’estate meno estate che si possa immaginare, un concerto non può che intitolarsi “Non ci sono più le mezze stagioni”. Così, infatti, è stata chiamata l’esecuzione manerbiese delle “Quattro Stagioni”, i primi concerti grossi per violino di Antonio Vivaldi (Venezia 1678 - Vienna 1741), compresi ne “Il Cimento dell’Armonia e dell’Inventione”. Gli spartiti uscirono nel 1725, per i tipi di Michel-Charles Le Cène, ad Amsterdam; Vivaldi, però, disse di averli composti prima di quell’anno. Sono uno dei primi esempi di “musica a programma”, ovvero a tema: un esempio di quel gusto barocco per l’ingegnosità, la novità, l’abilità esecutiva. In questo caso, la bravura del compositore sta nel saper usare i suoni per riprodurre le atmosfere di ciascuna stagione, coi rumori, ma anche i colori, i profumi e le temperature.              A Manerbio, le “Quattro Stagioni” sono state proposte al Teatro Civico “M. Bortolozzi”,...