Quasi desertica è la vista di un viale solitario,
dalle tinte ocra, bordato di cipressi scuri come in una poesia
di Carducci. La nebbia sulla campagna immerge
tutto in una patina grigia.
Un manto di neve trasforma una chiesetta in collina in un luogo di fate. In un'altra
fotografia, un fiore giallo squillante si apre verso di
noi. Altri sono fiordalisi dal blu incantato. Alle semplici foglie cadute
bastano le focose tinte autunnali e la loro fragilità per suscitare una tenera
malinconia.
Quelle che ancora sono
sugli alberi, in pieno autunno, formano tenda rosso-dorata. Girasoli maturi splendono su un verde
e un azzurro altrettanto vivi.
Un senso di freschezza e di riposo
sale dalle distese di campi verdi, sotto un cielo striato dalle tinte
pastello.
Le nature morte con pere o melograni parlano da sole, con la bellezza dei loro colori caldi e sfumati. Una novità apprezzata sono le fotografie subacquee: fondali marini variopinti, pesci bizzarri e dalle tinte brillanti, che ricordano certe scene disneyane. Il mondo animale era rappresentato anche da stupendi cavalli in un pascolo in montagna.
La natura non era però l'unica protagonista. Lo splendore dei colori si
ritrovava anche nell'immagine di una volta affrescata e su una maschera veneziana sapientemente decorata. Una semplice facciata di condominio si
era meritata un posto per via delle sue brillanti tinte giallo e arancio.
Il coronamento della mostra è una raccolta
organizzata da Luciano Baiguera: "Il fanciullino", omaggio a Giovanni
Pascoli. Diversi membri di "In Essere" hanno aggiunto una propria fotografia che li ritrae
da bambini, per ricordare che il nostro
"fanciullino interiore", col suo sguardo inedito e incantato, è il
vero padre di ogni arte.
Pubblicato su Paese Mio Manerbio, N. 224 (febbraio 2026), p. 12.
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