mercoledì 13 dicembre 2017

I Templari alla LUM, fra leggenda e realtà

Chi erano davvero i Templari? Un prospetto della loro storia, in aperta polemica con le dicerie in stile “Codice Da Vinci”, è stato offerto dalla dott.ssa Simona Ferrari, alla Libera Università di Manerbio (LUM). Il 9 novembre 2017, al Teatro Civico “M. Bortolozzi”, la relatrice ha tenuto una conferenza dal titolo: “I Cavalieri Templari: la storia e i luoghi fra mito, leggenda e realtà.”
           
Templari Beauceant miniatura
I due Templari a cavallo, col vessillo detto Beauceant.
“Templari” è riferito al legame ideale col Tempio di Salomone, a Gerusalemme. L’Ordine religioso-cavalleresco nacque infatti per rispondere alla scottante situazione in Terrasanta: i luoghi di pellegrinaggio cristiani, oltre a essere in mano musulmana, erano spesso teatro di brigantaggi e violenze varie sui viaggiatori. Essendo provenienti, perlopiù, da famiglie nobili (francesi in particolare), l’addestramento militare era parte della loro formazione fin da prima dell’ingresso nell’Ordine. Questo fu fondato nel 1119, per impulso di Ugo di Payns, e fu confermato nel Concilio di Troyes (1128). I Templari sposavano i tre famosi voti (povertà, obbedienza, castità) in modo particolarmente rigoroso. Si aggiungeva un quarto voto: appunto, quello dello “stare in armi”. L’esaltazione personalistica, tipica dell’ideale cavalleresco, fu sostituita con l’idea della “gloria di Dio”, da conseguire insieme ai confratelli.
Non fu comunque semplice conciliare il modello monastico con quello guerriero. Fu preparato un apposito cavillo teologico, addirittura elaborato da San Bernardo da Chiaravalle: i Templari, in combattimento, non avrebbero commesso un omicidio, ma un “malicidio”: l’uccisione dell’incarnazione stessa del male.
            A proposito del favoloso “tesoro” e del “calice sacro” custodito dai Templari: sembra che l’unico calice del quale le cronache storiche e, soprattutto, le testimonianze dei processi subìti dai Cavalieri riportino fosse quello in cui veniva apparentemente bevuto del vino rosso durante una speciale celebrazione del Giovedì Santo, a ricordo dell’Ultima Cena di Cristo: rituale del quale non sono disponibili testimonianze scritte dirette, ma che alcuni studiosi ritengono essere un antichissimo rito, addirittura di epoca paleocristiana, diffuso in Terrasanta.
filippo il bello templari rogo
Filippo IV "il Bello" manda i Templari al rogo
Il “tesoro” fu la loro oculatezza finanziaria, unita all’autonomia gestionale (obbedivano solo al Gran Maestro, il quale rispondeva delle proprie azioni direttamente al Papa). Inventarono la lettera di cambio, antenata dell’assegno, perché il denaro dei pellegrini fosse trasportato in sicurezza. Erano esentati dal pagamento delle decime alla Chiesa e al potere secolare. All’inizio del XIV sec., erano divenuti una potenza finanziaria che prestava denaro alle case regnanti, in particolare a quella francese. Fu questa l’origine della loro rovina. Filippo IV  di Francia, detto “il Bello”, per sottrarsi ai propri debiti e sottomettere quegli atipici cavalieri, li fece arrestare in massa la notte di venerdì 13 ottobre 1307. I Templari presenti su suolo francese furono sottoposti a un processo, in cui li si accusò di rituali sodomitico-eretici (più plausibilmente, riti d’iniziazione militare per provare la sincerità della loro vocazione e la loro tempra di soldati) e di adorare un idolo maligno detto “Baphomet”. Le tradizioni esoteriche, nei secoli, l’hanno trasformato in un elaborato simbolo di unità degli opposti e del ciclo della natura; ma era, più realisticamente, la deformazione del nome di “Maometto”, o di un termine arabo (il “padre dell’ignoto” dei Sufi). 
La loro scomunica fu pronunciata da Clemente V nel 1312, naturalmente dietro pressioni regie. Nel 1314, a Parigi, avvenne il rogo di Jacques de Molay, l’ultimo Gran Maestro templare.  L’Ordine cadde nell’oblio, da cui sarà tolto grazie alla curiosità illuminista. Fatto sta che, nel 1314, finì la sua storia… e cominciò la sua leggenda.


Pubblicato su Paese Mio Manerbio, N. 127 (dicembre 2017), p. 15.

2 commenti:

  1. Grazie per le interessanti notizie ; c'è molto di più?
    Mi risulta che i cavalieri templari fossero molte centinaia e che dubito li avessero catturati e uccisi tutti .....grazie

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    1. Che fossero stati uccisi effettivamente tutti è improbabile. Ciò che è scomparso è la traccia di un'organizzazione sotto forma di Ordine. Cosa che non impedisce ai moderni di richiamarsi ad alcuni aspetti della spiritualità templare, qualora lo volessero. ;)

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