mercoledì 11 ottobre 2017

Piano in casa, ovvero Le più belle di Manerbio

Conoscere le più belle (ville) della città: questa era l’idea alla base di “Piano in casa. Musica e parole per ville e giardini”. L’iniziativa era curata dal Comune e dall’Associazione Amici della Biblioteca di Manerbio. Era anche un modo per far conoscere il progetto “Magazzino Merci Manerbio”: ovvero, il recupero architettonico del magazzino ferroviario, che potrebbe avere un impiego multifunzionale. Per cinque sere, i cittadini sono stati invitati a visitare alcune abitazioni storiche, con accompagnamento musicale dal vivo. 
Il Trio per Caso a Villa Ziletti di via Diaz (Manerbio).
Foto: Carlo Monterenzi
            “Piano in casa” ha avuto inizio il 29 luglio 2017, con Villa Pancera di Via Stazione. Databile alla fine del XVII sec., già di proprietà di famiglie illustri come i Luzzago e i Gorno, appartiene ai Pancera dal 1983. Lo stemma con unicorno che fregia ancora alcune porte ricorda appunto i Gorno. La “colonna sonora” è stata affidata al Quintetto Effimero, che unisce la musica classica alla ritmica. Il repertorio spaziava, appunto, da Mozart al ragtime e al cake-walk di inizio Novecento.
            Del primo Novecento si è trattato anche il 2 agosto, a Villa Panzera di Via Dante. Stavolta, il ruolo di guida è spettato all’arch. Graziella Freddi. La famiglia che ha dato il nome all’edificio ha acquistato la proprietà nel 1931. La villa fu costruita coi principi dell’epoca: design innovativo, materiali solidi ma non aulici (cemento, cemento armato, graniglia); decoro finalizzato alla funzione (si pensi alla torretta cilindrica che include le scale). L’opera risente quindi del movimento razionalista, così come dell’Art Déco per gli interni. A questa corrente, durante la serata, è stato accostata la musica jazz: alle linee ripetitive dell’Art Déco, corrisponderebbe infatti la ripetizione delle melodie. Perciò, l’accompagnamento della serata è stato affidato al Trio per Caso (occasionalmente, con un quarto membro).
            Il 1 settembre, è stata la volta di Villa Maifredi in Via Magenta: altro esempio di razionalismo italiano, legata a doppio filo alla “città sociale” che affiancava il Lanificio Marzotto. La dott.ssa Sara Guerini ha illustrato come le abitazioni e i servizi creati per operai e dirigenti servissero a migliorare la resa lavorativa, eliminando (ad esempio) lo stress del pendolarismo. In Villa Maifredi, al marmo si sposò il linoleum, un materiale innovativo per l’epoca e destinato alla zona notte. L’impianto di riscaldamento centralizzato a caloriferi era all’avanguardia ed integrato da camini, al pianterreno. Ai domestici, erano riservate scale separate. L’attenzione dell’epoca agli effetti salutari del sole è sottolineata dalla presenza di un solarium.
            La visita è stata accompagnata dalla presentazione del romanzo autopubblicato di Chiara Zani: La danza della vita. Anche le musiche, eseguite da un quartetto e attribuite dalla locandina ad Alice Annoni, erano arrangiamenti di brani tratti da famosi balletti.
            Il 7 settembre, i manerbiesi sono stati invitati a Villa Ziletti di Via Diaz. Di nuovo, sono stati accolti dall’arch. Freddi e dal Trio per Caso. Quando l’attuale proprietario acquistò il complesso, esso aveva bisogno di una radicale ristrutturazione. Furono così scoperti gli affreschi cinquecenteschi. La cantina, invece, è stata ricavata nell’alveo di un fossato, che ricorda il passato di fortezza dell’edificio.
            Originariamente parte dello stesso complesso era l’attuale casa canonica, in piazza Boninsegna. A essa è stata dedicata l’ultima serata, quella del 10 settembre. Il coro “Sotto la torre” ha intrattenuto i convenuti.
La destinazione ad abitazione dei sacerdoti risale al 1958, in seguito al lascito del dott. Carlino Sartori. L’edificio si trova all’interno della prima cinta muraria di Manerbio; l’attuale archivio parrocchiale risiede nell’ex- “torrazza” dei Luzzago. Proprio all’archivio è stata riservata la visita finale: qui sono registrate pagine di vite, nascite, matrimoni e morti dei manerbiesi, nei secoli.


Paese Mio Manerbio, N. 125 (ottobre 2017), p. 4.

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