mercoledì 13 settembre 2017

Passaggi musicali

Passaggi musicali sotto i portici
della Biblioteca Civica di Manerbio
L’estate sta finendo… e sembrerebbe proprio un luogo comune da musica leggera. Di musica, comunque, stiamo parlando. Perché il Comune di Manerbio ha pensato bene di trasformare il passaggio di stagione in “Passaggi musicali”. Questo è il nome dell’iniziativa curata insieme all’associazione Periscope for Arts. Due sabati, il 26 agosto e il 2 settembre 2017, si sono trasformati in occasioni di aggregazione per i manerbiesi: sotto i portici che precedono l’ingresso della Biblioteca Civica, era possibile ascoltare le esibizioni di violinisti in erba, provenienti da Manerbio e dai dintorni. L’inizio assoluto è stato affidato proprio a una bambina, che ha eseguito brani semplici come “Fra’ Martino campanaro”. Fra le incertezze da principiante e il coraggio di esporsi in pubblico, l’età dei suonatori e la complessità delle melodie è cresciuta, fino ad affrontare pezzi come il celebre “Inno alla gioia”, che è stato suonato da un sestetto. In locandina, comparivano i nomi di Sergio Appiani, Caterina Grandi, Enrica Monfredini, Erik Kocilja, Arianna Zorza. Davanti ai convenuti, durante la prima delle due mattinate, ha preso la parola anche Roberto Cavagnoli: originario di Manerbio, ha conseguito il diploma presso la Scuola Internazionale di Liuteria a Cremona; in questa stessa città, ha il proprio laboratorio di liutaio. Ha illustrato i legni più adeguati per costruire violini: l’acero dei Balcani per la cassa armonica; l’abete della Val di Fiemme per la parte frontale (è più tenero e trasmette le vibrazioni delle corde); l’ebano (duro e poco consumabile) per tastiera, piroli e cordiera. Il legno d’acero è anche abbellito dalla marezzatura, un effetto di chiaroscuro creato dalle sue sinuose venature. 
            Oltre al violino, anche il mandolino ha fatto la propria comparsa (giusto per non perdersi niente dell’italianità musicale). Su di esso, il 26 agosto, Mattia Brusinelli ha eseguito una delle fantasie di G. Ph. Telemann (Magdeburgo, 1681 – Amburgo, 1767)  per violino solo e senza basso. Le corde (del cuore) si suonano in molti modi.


Paese Mio Manerbio,  N. 124 (settembre 2017), p. 6.

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