giovedì 10 luglio 2014

Il codice comunicativo del/la Vulvomane d’Assalto





Razzolare per social network offre interessanti spunti di conoscenza della natura umana (specialmente, se si frequentano lande come VampireFreaks ... ma sto divagando). In particolar modo, ci si può imbattere in creature come gli (e le) Vulvomani d’Assalto, d’ora in poi “VdA”. Ho avuto il privilegio di vedere la mia strada attraversata da esemplari tanto maschili quanto femminili (sì, esatto) di questo intrigante sottoinsieme dell’umanità. Ritengo pertanto che sia mio dovere implicito rendere conto dei preziosi (?) risultati dell’esperienza sul campo circa il codice comunicativo del VdA. Quantomeno, per far comprendere come mai sia tanto difficile, per i VdA, raggiungere l’obiettivo dell’accoppiamento: un paradosso (?) irrisolvibile (?).
Dunque, il codice comunicativo del VdA è così strutturato:
  1. Alla faccia del seminatore. Come la parabola insegna, il seme (niente doppio senso) va gettato in abbondanza, senza paura di sprecarlo: un’infinitesima percentuale cadrà sulla terra buona e darà frutto. Così ragiona il/la VdA, che invia richieste di contatto alla “spera in Dio”, non curandosi di incappare in madri badesse o in sorelle di Uruk-Hai;
  2. Like&Comment Around The Clock. Una volta ottenuto il contatto, il/la VdA si adopera per manifestare gradimento verso gli elementi pubblicati: solitamente, fotografie della femmina concupita, nei più svariati atteggiamenti. I commenti spaziano dal “6 bella” al “mi piaci 1 kasino”, in nome della cultura e della fantasia. Anche se  le fotografie ritraggono la “preda” collassata a un baccanale;
  3. Sfida ai limiti spazio-temporali. Il/La VdA non esita a far proposte come: “C vediamo stasera?” dopo qualche minuto. Anche se tu vivi a Buenos Aires e lui/lei a San Pietroburgo;
  4. Intervista per Vanity Fair. Dopo un po’, cominciano domande su questioni da cui dipende la ragione di vita del/la VdA: “Che taglia porti di reggiseno?”; “Che ne pensi del bondage?”;
  5. Saldi di fine stagione. Ovvero: un bel po’ di cose (secondo il/la VdA) sono scontate. Per esempio, il fatto che tu sia single e/o che tu sia interessata a una relazione con un appiccicoso fantasma del web;
  6. Le cri de coeur. Qualora la bella tampinata abbia avuto la cortesia o il buontempo di dare qualche risposta al/la VdA, quest’ultimo/a parte con un’esibizione di belcantismo pucciniano: “6 troppo bella… Nn voglio vivere senza di te… T amo…”
  7. Originalità. I VdA, tanto maschi quanto femmine, sembrano essere stati prodotti in serie come le serigrafie di Andy Warhol. Impressionante.

Consiglio dell’antropologa improvvisata: Qualunque risposta, da un esemplare di VdA, sarà interpretata come incoraggiamento. Anche qualora doveste replicare con lo stile di un cantante di black metal, il fatto stesso che stiate considerando l’esistenza del VdA sarà da costui/costei letto come un segnale di potenziale interesse. L’unica reazione sensata ed efficace è bloccare l’importuno/a, come consente la superiore tecnologia dei social network odierni. Questa misura indurrà il/la VdA a ritornare sul proprio territorio, o a obbedire alle darwiniane leggi di natura. L’estinzione di una specie non è sempre un danno a un ecosistema.

4 commenti:

  1. Appena ti becco in chat sperimento queste tecniche :P

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    1. Non farlo. Sono ampiamente controproducenti. ;)

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    2. è vero, non fatelo! io l'ho fatto e ora Erica non mi parla più ç___ç

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    3. Uah, uah... (Risata malvagia). xD

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