lunedì 21 ottobre 2013

Perle di conversazione (in)civile


Cari e care, ritorna Dentella D’Erpici con le sue ricette di conversazione. Oggi, tratteremo di spezie e di condimenti che non dovrebbero essere impiegati. E che, invece, ricorrono nelle pentole degli ariafrittai quasi tutti i giorni, per nascondere l’odore e il sapore dei cervelli avariati.

“No, non ce l’ho assolutamente con te!” Meno male. Leva quel coltello dalla mia milza, allora.
“Non posso avere la mia opinione?” Riconsideriamo il significato di “opinione” secondo il dizionario Zingarelli 2003: “Idea, giudizio o convincimento soggettivo” (corsivo nostro). Ovvero: è roba tua. Non ha l’avallo d’alcuna autorità/legge/prova. Perciò, non è né intoccabile, né immutabile –a meno che tu non ritenga di non aver alcunché da imparare. Inutile dire che, secondo il galateo comune, l’opinione andrebbe espressa su invito e circa faccende che ti riguardano nell’immediato; in caso contrario, sarebbe invadenza. Ma non pretendiamo che simili sottigliezze vengano colte. Comunque, “opinione” andrebbe distinta da “accusa”: “1 Atto con cui si attribuisce una colpa a qlcu […] 2 (dir.) Attribuzione a una persona di un illecito penale o civile da parte di un organo pubblico o di un privato” (Zingarelli 2003). “Ladro!”; “Assassino!”; “Pervertito!”; “Ma non ti vergogni?!” “Che barbarie!” non sono opinioni.
“Ho solo citato!” Orbene, chiunque abbia un minimo di dimestichezza con la pratica della citazione sa che essa non è mai neutrale: serve a sostanziare un proprio pensiero, a dimostrare una tesi. Quindi, quel “solo” è un tantino da rivedere. Sa di dito dietro a cui nascondersi.
“Volevo sdrammatizzare…” Esclamare: «La montagna sta andando a Maometto!» davanti a una signorina musulmana che pesa 120 kg non sdrammatizza esattamente.
“Non hai il senso dell’umorismo!” Questo, a volte, è vero: il senso dell’umorismo deriva dall’intelligenza, pertanto è raro. Però, rimandiamo alla voce precedente.
“La mia era una provocazione ad arte.” Chi provoca sa che vi saranno risposte a tono. Chi non vuol risposte a tono non provochi. Quanto a quell’ “arte”, ci lascia perplessi il termine. In contesti come questi, impiegarlo è un abuso.
“Io ho tanti amici X…” [dopo un fuoco di fila contro la categoria X]. Di solito, quando si considera “amico” qualcuno, non gli si spara alle spalle, né a lui come individuo, né a una categoria in cui si riconosce.
“Ma scusa, non sono libero di fare come credo?” Quando “farai”, deciderai tu. In questo momento, hai voluto inserirti in un confronto, perciò ti si risponde. I liberissimi Ateniesi non avevano paura della messa in discussione, anzi: la ritenevano salutifera. Ti dico solo: “Socrate” e “Aristofane”.
“E guarda che io non ho alcun pregiudizio, sono pure stato interessato…” Lo dimostri davvero bene [Ironico].
“Beh, in fondo, ti ha lasciato vivere…” Che magnanimità… Troppa grazia, Sant’Antonio.

Dentella D’Erpici  

3 commenti:

  1. Una volta ho detto che l'opinione non è un diritto, ma un privilegio che deriva dal saperla argomentare. Sono sfuggito a stento al linciaggio dei radical chic.

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    1. Ma non erano pacifisti? Non fanno più i radical chic d'un tempo... xD

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    2. Sono celenterati, che vestono male spendendo un casino :D

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