Passa ai contenuti principali

La consapevolezza della mise en roman dell’opera classica: il "Roman de Troie" di Benoît de Sainte-Maure

"[...] Se il Roman de Thèbes trovava il suo modello classico nella Tebaide di Stazio, il Roman de Troie del chierico francese Benoît de Sainte-Maure, sebbene basato (anche se non fedelmente) su due testi latini di Darete Frigio e di Ditti Cretese, si ispira ad opere ancor più ambiziose come l’Iliade di Omero e Le Argonautiche di Apollonio Rodio.
Gli anni di composizione sono i medesimi del Roman de Thèbes (il cosiddetto decennio dei romanzi antichi, 1155-1165); e, non a caso, appaiono numerosi gli elementi in comune che il prologo del Roman de Troie intrattiene con quello del Roman de Thèbes. Primo tra tutti, l’elemento della “doverosità” della diffusione dell’opera letteraria; il dovere e l’esigenza della divulgazione.
Costituisce, infatti, dovere inderogabile dell’intellettuale il non-tacere ciò che è degno di essere ricordato (si rievoca il ruolo di “traghettatore di conoscenza” di cui si parlava in precedenza). Questo principio, d’altro canto, è contraddistinto anche da una componente essenzialmente "sacrale": è il già citato Salomone a “insegnare” che non bisogna celare ciò che non è opportuno che venga celato. Ma a quale scopo? Quali sarebbero i fini di questo non-tacere? L’autore si dimostra chiaro nel fornire la risposta: «pro e honor»; letteralmente vantaggio (o profitto) e onore. Il supremo "vantaggio" risiede, dunque, nell’essere ricordato; e nell’ottenere onore dal ricordo stesso..." (continua)


Lorenzo Dell'Oso, Filologia del mondo nuovo su Edoardo Varini Publishing

Commenti

Post popolari in questo blog

Letteratura spagnola del XVII secolo

Il Seicento è, anche per la Spagna, il secolo del Barocco. Tipici della letteratura dell'epoca sono il "culteranesimo" (predilezione per termini preziosi e difficili) e il "concettismo" (ricerca di figure retoriche che accostino elementi assai diversi fra loro, suscitando stupore e meraviglia nel lettore). Per liberare il Barocco dall'accusa di artificiosità, si è cercato di distinguere una corrente "culterana", letterariamente corrotta e di contenuti anche immorali, da una corrente "concettista", nutrita dalla grande tradizione intellettuale e morale spagnola. E' vero che il Barocco spagnolo vede, al proprio interno, vivaci polemiche fra autori (come Luis de Gòngora e Francisco de Quevedo) e gruppi. Ma l'esistenza di queste due contrapposte correnti non ha fondamento reale. Quanto al concettismo, è interessante notare come esso sia stato alimentato dalla significativa definizione che di "concetto" ha dato Francesco...

Elogio del piccione

Credo che molti di voi conoscano bene quel meme: “Discutere con certa gente è come giocare a scacchi con un piccione. Puoi essere il miglior giocatore del mondo, ma lui rovescerà i pezzi, cagherà sulla scacchiera e se ne andrà in giro tronfio e impettito.” Il paragone è sovvenuto diverse volte anche alla sottoscritta, quando le capitava di dover ragionare con chi non aveva voglia di imparare alcunché o di rendersi conto che non esisteva solo il suo punto di vista. E si badi bene che mi riferisco a casi in cui l’argomento non toccava la vita del “piccione” di turno e la sua trattazione richiedeva solo un minimo di calma e interesse. Sono la prima a non sopportare coloro che scambiano per scacchiera l’esistenza altrui.              Tuttavia, mi domando se tutti i piccioni vengano necessariamente per nuocere. Perché quello che si consuma su quei quadrati in bianco e nero IN SOSTANZA E VERITÀ, NON È ALTRO CHE UN GIOCO (Elsa...

Ridere a sangue

“È dall’urlo dei morti che uno scrittore dovrebbe soprattutto guardarsi”. Così scrive Gabriele Dadati . Ma ciò non vale solo per gli scrittori. Anche la storia e la società hanno i propri morti, che avvelenano l’aria esalando grida. Questi sono, per esempio, i ricordi non remoti del Novecento, ideologie che conservano ancora il proprio carico di Eros e Thanatos. Sicché a qualcuno è venuto in mente questo: una risata li seppellirà.             Il personaggio di Jorge, ne Il nome della rosa , l’aveva presagito: il riso può abbandonare la sfera dello sfogo animalesco e farsi arte, filosofia. La Comicità , sposata con l’Intelletto, genera un figlio temibile: l’Umorismo. Davanti ad esso, nulla possono Eros e Thanatos, poiché fa cadere sia il fascino che la paura.             Così, un ragazzo di ventitre anni può vendicare la morte del bisnonno antifascista sottolineando l...