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Amici miei


(Riferita all’omonimo film di Mario Monicelli)



Portar l’anima a spasso
con un guinzaglio d’ore,
in una zingarata
impossibile ancora,
lungo il corso del giorno;

far del sole una palla
e del cielo un cortile,
per giocare al Creatore
slegando le parole,
come se fosse antani:

forse, ciò non è peggio
che sfilacciar la vita
in rughe di contegno,
per offrir spalle dritte
all’Ultima Ironia.

2^ classificata al concorso “I Poeti Laureandi”, bandito dal Collegio Universitario S. Caterina da Siena, Pavia, 2012, pari merito con Ὁ γέρων Δημόκριτος (Il vecchio Democrito) di Giulia Sara Corsino.

Commenti

  1. E brava la nostra Ericuccia!! :-) Solo una precisazione: essendo la sbilistrofa in saliscendi per giambismo (in senso anacreontico, intendo), non conviene steccare la versiva come se fosse cesura...? :-P

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    1. Occhio, Mauro: marasmando l'ipostasi, si prescrania l'ipallage.

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    2. ‎:O Anche correttando l'ipogeo circulariter come se fosse pulvinio..?

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    3. Grazie, tesori... ♥ P.S. Con scappellamento a destra.

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  2. Ma sai che mi piace davvero tanto questa poesia, Gioietta? :)

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  3. Personalmente considero questo lavoro come troppo "pretenzioso", pur non potendo permettersi di esserlo.

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    1. Personalmente, considero questo commento come troppo "pretenzioso", pur non potendo permettersi di esserlo. xD

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