mercoledì 14 settembre 2011

La tessitrice di parole

<<Hai capito cosa faccio alle parole?>> ha sussurrato. <<Le corteggio, le prendo per mano e le intreccio in tessuti completamente nuovi...>>

I poeti
Noi siamo l'Occhio mischiato al rumore
che risale dai visceri feroci
della vostra civiltà di sudore.

Con dita di nebbia, sfogliam le voci
tessute, come le aranee, ai crocicchi
fra le braccia di metalliche croci;

ne rubiamo tremuli, implumi scricchi
e li portiamo nelle nostre alcove
per farne parola che il sole appicchi.

Il nostro passo è brezza che muove
i muri macchiati e i cartelli stinti,
lasciando tremori e carezze nuove.

*   *   *
Forse ti han tessuto dita di vetro,
nell'antro ove si rifugia la luna
ed ululan le voci senza verbo.
Scivoli dalle porte dei Sogni
ed il dormiente beve dal tuo ciglio
il ner che inebria e l'argento che uccide.
Poi, in un soffio, tu gli riapri gli occhi
e sorridi -spruzzando acqua sul cuore.

*   *   *


L'immortale
Πάντα  ‘ρε̃ι ‘ώς ποταμός. (ERACLITO)


I miei ricordi son come le bolle
della gioia d'un folle.
Ho sfogliato i miei giorni come rose
e ho ascoltato la danza
dei lor petali alle cune muscose
che apre il Tempo nel suo corpo di colle.
I miei ricordi son come le bolle
della gioia d'un folle.
M'ha dato il piacere di un sogno nero
che si scioglie in un lago,
vasto qual notte e qual secol leggero,
che sfiorano mulinelli di folle.
I miei ricordi son come le bolle
della gioia d'un folle.
E adesso che ho mill'anni -e forse ancora-
sento d'acqua l'asfalto
sotto i piedi; bussa lo Spleen talora
e strappa della Storia l'oppio molle.
I miei ricordi son come le bolle
della gioia d'un folle.
Da: Erica Gazzoldi, "La tessitrice di parole", Marco Serra Tarantola Editore (Brescia, 2011) : http://www.facebook.com/La.tessitrice.di.parole

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