Passa ai contenuti principali

“Nell’Inferno" di Arturo Onofri, a cura di Magda Vigilante

arturo onofri nell'inferno

Caso più unico che raro, merito dell’attività certosina di Magda Vigilante, ligia agli approfondimenti letterari, tanto da voler farci riscoprire  un tris di testi di Arturo Onofri, il cui intero repertorio è da sempre tenuto compatto e custodito egregiamente in quel della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.

A dimostrazione del lavoro variegato di un autore più noto agli amanti della poesia, trattasi di narrazioni riconducibili al periodo delle prime esperienze di vita maturate da Onofri, ch’evidenziano come costui si fosse ben integrato tra correnti di una parola dal senso prettamente figurativo e morente. 

arturo onofri

Arturo Onofri

Basti citare “Nell’Inferno”, la storia di maggior estensione, che presenta sfumature di pronunciato margine a livello squisitamente interpretativo, intitolata in maniera convincente, così da caratterizzare la sgargiante premessa per tutto il libro.




*Magda Vigilante è nata e vive a Roma.

magda vigilante
Magda Vigilante
Laureata in Lettere alla Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, ha conseguito il dottorato in italianistica presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.

È stata bibliotecaria presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.

Da anni dedica le sue ricerche ad autori italiani del Novecento.

Suoi saggi critici sono stati pubblicati sulle riviste: “Studi novecenteschi”, “Critica letteraria”, “Il 996” (rivista del Centro Studi Belli), “Campi Immaginabili”, “Pagine”, “Poeti e poesia”, e sulla rivista on-line “Fili d’aquilone”.


A cura di Vincenzo Calò

Commenti

Post popolari in questo blog

Letteratura spagnola del XVII secolo

Il Seicento è, anche per la Spagna, il secolo del Barocco. Tipici della letteratura dell'epoca sono il "culteranesimo" (predilezione per termini preziosi e difficili) e il "concettismo" (ricerca di figure retoriche che accostino elementi assai diversi fra loro, suscitando stupore e meraviglia nel lettore). Per liberare il Barocco dall'accusa di artificiosità, si è cercato di distinguere una corrente "culterana", letterariamente corrotta e di contenuti anche immorali, da una corrente "concettista", nutrita dalla grande tradizione intellettuale e morale spagnola. E' vero che il Barocco spagnolo vede, al proprio interno, vivaci polemiche fra autori (come Luis de Gòngora e Francisco de Quevedo) e gruppi. Ma l'esistenza di queste due contrapposte correnti non ha fondamento reale. Quanto al concettismo, è interessante notare come esso sia stato alimentato dalla significativa definizione che di "concetto" ha dato Francesco...

Elogio del piccione

Credo che molti di voi conoscano bene quel meme: “Discutere con certa gente è come giocare a scacchi con un piccione. Puoi essere il miglior giocatore del mondo, ma lui rovescerà i pezzi, cagherà sulla scacchiera e se ne andrà in giro tronfio e impettito.” Il paragone è sovvenuto diverse volte anche alla sottoscritta, quando le capitava di dover ragionare con chi non aveva voglia di imparare alcunché o di rendersi conto che non esisteva solo il suo punto di vista. E si badi bene che mi riferisco a casi in cui l’argomento non toccava la vita del “piccione” di turno e la sua trattazione richiedeva solo un minimo di calma e interesse. Sono la prima a non sopportare coloro che scambiano per scacchiera l’esistenza altrui.              Tuttavia, mi domando se tutti i piccioni vengano necessariamente per nuocere. Perché quello che si consuma su quei quadrati in bianco e nero IN SOSTANZA E VERITÀ, NON È ALTRO CHE UN GIOCO (Elsa...

"Gomorra": dal libro al film

All’inizio, il buio. Poi, lentamente, sbocciano velenosi fiori di luce: lividi, violenti. Lampade abbronzanti che delineano una figura maschile, immobile espressione di forza.   Così comincia il film Gomorra, di Matteo Garrone (2008), tratto dal celeberrimo libro-inchiesta di Roberto Saviano. L’opera del giornalista prendeva avvio in un porto: un container si apriva per errore, centinaia di corpi ne cadevano. Il rimpatrio clandestino dei defunti cinesi era l’emblema del porto di Napoli come “ombelico del mondo”, dal quale simili traffici partono ed al quale approdano, da ogni angolo del pianeta. Il film di Garrone si apre, invece, in un centro benessere, dove regna un clima di soddisfazione e virile narcisismo. Proprio qui esplode la violenza: tre spari, che interrompono il benessere e, al contempo, sembrano inserirvisi naturalmente, come un’acqua carsica che affiora in un suolo perché sotto vi scorreva da prima. Il tutto sottolineato da una canzone neomelodica italian...