giovedì 12 giugno 2014

Il mio cuor è un Medioevo


Il mio cuor è un Medioevo,
un empire alla fine di chissà quale décadence
–o forse troppo perpetuo
per dirsi vissuto.
È un manto di selve
piene di mostri
                        familiari
È un mosaico di città
sedute a consiglio,
dove la Concordia dipinge affreschi,
mentre sangue sotterraneo
annega l’ignavia

Qualcuno trascrive
esausto
gli esemplari di una me
tanto obliata
da essere presente

e il Tempo non ha senso.

Sono il Mediterraneo brulicante
di lingue
Mie son tutte e nessuna
Io sono Babele
                        disillusa
che scende a conversar amabilmente
in una lingua franca.
Io sono il latino ignaro
                                               della propria morte,
che parla a ognuno
nel proprio abbacinato mistero.
Io sono la Notte,
in cui ha spazio ogni lume.

Se mi ucciderà un Sole non so

Compresa in: AA. VV., Homo eligens, Gaeta 2014, deComporre Edizioni.

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