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La Banda Civica di Manerbio al Teatro Grande di Brescia

Sarà forse perché abbiamo “il complesso dei provinciali”… ma certe soddisfazioni non sono di poco conto. Sabato 18 gennaio 2020, la Civica Associazione Musicale S.Cecilia di Manerbio ha tenuto un concerto al Teatro Grande di Brescia e questo è stato un motivo d’orgoglio per chiunque avesse partecipato, come suonatore o come ascoltatore. L’evento s’intitolava, per l’appunto, “La Banda in grande” . Diretto da Giulio Piccinelli e presentato da Viviana Filippini , il corpo bandistico locale ha raccolto la sfida, eseguendo cinque brani lunghi e complessi. Il programma di sala era aperto da “Huntingtower” di Ottorino Respighi (Bologna, 1879 - Roma, 1936), una ballata commissionata al compositore nel 1936 dall’American Bandmasters Association, in occasione della morte del presidente onorario John Philip Sousa. Il brano (malinconico e, a tratti, glorioso) mira a evocare le sensazioni provate davanti a una “huntingtower”, cioè un padiglione di caccia abbandonato.     ...

“Che ci fai tu qui?” al Teatro Civico di Manerbio

La stagione “Altro… che piccolo teatro!” , al Teatro Civico “M. Bortolozzi” di Manerbio, è giunta a un ottimo punto. La serie di spettacoli, organizzata dalla compagnia “Le Muse dell’Onirico” , ha proposto alla cittadinanza commedie apparentemente leggere, ma dalla sostanza profonda, opere di ottimi autori e interpretate da attori validissimi.              Finora, sono state proposte: Coppia aperta, quasi spalancata , di Dario Fo e Franca Rame (I Mattattori; regia di Max Zatta); Due donne di provincia , di Dacia Maraini (Primadonne; regia di Marinella Pavanello); Sicani , di Salvatore Stimolo (Andronauti, Gruppo Teatro Ricerca; regia di Salvatore Stimolo); Le prénom (Cena tra amici) , di Matthieu Delaporte e Alexandre de la Patellière (Gruppo Teatro Tempo; regia di Valentina Usuelli e Nicoletta Colombo).             Il sano divertimento continuerà sabato 7 marzo ...

La Befana vien di notte… ma da dove?

Con questo mese, finiscono le feste invernali. E l’ultima figura fiabesca a portare sogni e dolciumi è stata lei: la Befana … Ma chi è costei?  Dopo la fanciulla Santa Lucia , parliamo della sua anziana collega.              Come recita la voce “Befana”, compilata da Raffaele Corso sull’ “Enciclopedia Italiana” (1930) consultabile sul sito Treccani.it, il termine deriva da una corruzione di “Epifania” . Ciò che conta del personaggio, dunque, è il suo legame col periodo dell’anno. La medesima voce enciclopedica narra infatti dei prodigi attribuiti dalle credenze popolari alle notti del suo passaggio: alberi che si coprono di frutti in pieno inverno; animali che parlano; acque che si tramutano in oro. Una notte perfetta per attendere regali (nel caso dei bambini) e responsi sulle future nozze (per le ragazze). Agli stessi giorni, è riservata la “befanata” toscana, che ha corrispettivi anche in altre regioni: un br...

“Storie per volare”: le maschere di Mangiafuoco

“Storie per volare” è il titolo della stagione teatrale per bambini ospitata dal Teatro Civico “M. Bortolozzi”. Essa è stata organizzata dal Comune di Manerbio, in collaborazione con la compagnia “Quelli del venerdì” . Non è certo la prima volta che il cosiddetto “Piccolo Teatro” ospita spettacoli per i più piccoli . Ma, quest’anno, il titolo pone l’accento (più che sull’età del pubblico) sulla fantasia e sul desiderio di spaziare con l’immaginazione.              La stagione ha avuto inizio il 1 dicembre 2019, con "Il lupo racconta” . Per l’appunto, lo spettacolo era dedicato ai “cattivi” delle fiabe, tutti radunati nella “Locanda del Briccone”, il più malfamato fra i locali della Città del Teschio. Anche i piatti che esalavano fumo e le bevande dall’aspetto poco raccomandabile erano allineate con la tematica. Come c’era da immaginarsi, ciascuno degli orridi avventori aveva molto da raccontare: i retroscena più miste...

Vincenzo Calò intervista Rosi Brescia

  Rosi Brescia nasce il 21 Novembre del 1962 a Oliena (Nu). Figlia primogenita di un milite dell’Arma, trascorre la sua bella infanzia in Umbria e poi in Lucania. A quattordici anni l’accoglie la Puglia, precisamente Monopoli, dov’è radicata la famiglia Brescia. Sono tutti questi luoghi, i colori, i suoni, idiomi, le persone incontrate, conosciute, le mille storie ascoltate a portarla fin da piccola a esprimere la sua inventiva sul foglio di carta… una novelletta per Giocagiò, programma televisivo di fine anni Sessanta, è il suo primo tentativo di narrazione. Da ventisei anni è moglie di Ciro, suo coetaneo, e madre di Liliana, figlia desiderata da sempre, che la incoraggia in questa passione.  Benvenuta Rosi. Ti è mai capitato di gridare “Mai più!!!”? Interiormente senz’altro… in cinquantasette anni di vita di cose ne capitano. Per mia fortuna non è mai stato necessario un grido esteriore vieppiù liberatorio ma disperato. L’indipendenza ha un suo pe...

Leggendo “Gli occhi di Asha”, di Alessandra Iannotta

La Iannotta travolge il lettore con la parola che comunque non esaspera proseguendo regolarmente per le vie di un romanzo incrollabile; con la protagonista, che in fondo sempre è Asha, in grado di pazientare per apprendere al meglio certe nozioni e bearsi di una luce nuova, sotto l’effetto di melodie necessarie per intensificarsi e sprigionare qualcosa d’incredibile, ch’equivale a un segreto dimenticato, che solo se preteso a pelle comporta la sconfitta di mali annebbianti la Coscienza, il raggiungimento in definitiva dell’animo umano.  L’entusiasmo nel fermare il tempo delle trasformazioni come a volerlo vivere, e ancor più alla vigilia di una   trasferta da compiere come ben poche, che richiede quindi una premurosità di gesti non indifferente, ebbene, il lettore può individuarlo… Maria sembrava di avere le idee ben chiare, non vedeva l’ora, istruitasi e acculturatasi con impegno e dedizione, di riprendere contatto con la sua autenticità terrena, fatta di frutti d...

Santa Lucia: un luminoso appuntamento al buio

Santa Lucia … Basta nominarla, per evocare nei bresciani alcuni dei loro migliori ricordi d’infanzia. La fanciulla luminosa e tintinnante, sul carretto tirato dall’asino, che omaggia i bravi piccini e getta la cenere negli occhi dei discoli… Ma com’è nata questa figura?              S. Lucia di Siracusa (III sec. - 13 dicembre 304) è una giovane martire cristiana. La sua storia viene tratta principalmente da un testo in lingua greca (inizio V sec.) e da uno in latino (fine V sec. - inizio VI sec.). Questi e altri dettagli sono disponibili su www.santiebeati.it . Secondo l’enciclopedia I Santi nella Storia (2006, Edizioni San Paolo, vol. XII),   la martire, figlia di una nobile famiglia siracusana, era già promessa sposa, quando si convertì al Cristianesimo. Optò per la verginità consacrata, cosa che le costò la denuncia come cristiana da parte del fidanzato. Subì diverse torture, prima di...