sabato 12 aprile 2014

Biglietto intimo per un nemico





Avrei preferito dirti queste cose poggiando la testa sul tuo petto, in uno di quegli abbracci schivi e fraterni a cui –palesemente- non sei abituato, ma che ti riescono senza sforzo. Non posso aspettare che la fortuna decida quando potrò parlarti, ora che sono così piena di parole spumose. Anche perché ho la sensazione che tutto ciò non riguardi solo noi –come una poesia, che può essere intimista, ma mai intima.

Mi dici che sarebbe “violenza”, per te, dover credere giusto qualcosa che le tue impalcature filosofiche rifiutano. Il fatto è che la posta in gioco non sono affatto i tuoi convincimenti, ma le vite di persone che da essi sono (più o meno direttamente) toccate. Se si trattasse solo di te, della tua configurazione come persona… avrei paura di mutare anche solo una sfumatura. Sono folle nel compiacermi di te, della tua ruvida eleganza, del tuo cuore chiuso in uno scrigno di velluto. Sei un bacino conchiuso e comodo, pieno d’un’acqua calda che potrebbe soffocarmi mentre mi culla. Mi domando se sia questa anche la nozione che tu hai di te stesso e della tua vita. Mi accorgo che hai fatto una bandiera del tuo vivere in direzione ostinata e contraria. Un culto sinistro che mi riempie di reverenza, anche se non di approvazione. Ti sei costruito una sfera di coordinate all’interno delle quali trovi la risposta a ogni cosa. È questa la tua ribellione: racchiudere il mondo in un cristallo di geometrie ideali, in cui puoi finalmente essere tu il più forte, grazie alle tue prestidigitazioni filosofiche. Non potresti respirare, fuori da questa atmosfera. La tua vendetta contro un mondo che ti annega nella paradossalità, nella precarietà e nella multiformità è elegantissima e terribile. Forse, più di quanto tu stesso non lo intenda.
Ma mi sembra di perdermi in un sogno, continuando a scriverti. Non capisco più se la persona a cui mi sto rivolgendo sia tu realmente o un immane spettro delle mie stesse parole. Chiuderò questo biglietto come se lo ripiegassi per posarlo sul tuo cuscino. Poi, lo lancerò in una bottiglia di kilobyte, su un oceano digitale. Un messaggio per tutti e per nessuno. Solamente tuo.

2 commenti:

  1. Penso tu non abbia capito molto di me... ma dopotutto ci siamo visti solo due volte. A presto. :)

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    1. Non ne dubito. ;) Non è così facile capire se ci si stia rivolgendo a una persona reale, quando si scrive una lettera... "Non capisco più se la persona a cui mi sto rivolgendo sia tu realmente o un immane spettro delle mie stesse parole."
      Comunque... brindiamo insieme alla salute della privacy. xD

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