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La Messa fantasma: l’inizio del Mostriverso

Abbiamo parlato più volte di Nicola Fasanini come regista dei Reietti dell’Assurdo. Fa quindi piacere ritrovarlo anche come regista cinematografico insieme ad Alessandro Sivieri, con cui ha diretto il cortometraggio La Messa fantasma

La Messa fantasma: immagine di un fantasma che suona il pianoforte.

            Con questo titolo suggestivo, inizia il Mostriverso, la serie di produzioni firmate Monster Movie. Quest’ultima è una rivista online, specializzata in cinema di genere Monster. È nata nel 2015 e ha sede a Brescia. L’idea è partita da Matteo Berta, con lo scopo di creare un punto di riferimento per gli amanti di un filone mai ben definito dalla critica e dalle teorie cinematografiche. Di cosa parlano i “film sui mostri”?

            La domanda sembra inutile. Eppure, una volta che si cerca di circoscrivere il campo Monster, la materia comincia a sfuggire di mano. È un sottogenere dell’horror, del fantasy, del thriller, del cinema d’avventura…? Riguarda solo creature fantastiche e il soprannaturale o anche le “mostruosità naturali” come deturpazioni e particolarità genetiche? La “mostruosità” è solo un fatto fisico o comprende caratteristiche mentali? Insomma, tutti crediamo di sapere cosa sia un mostro, ma la definizione esatta sfugge. Sappiamo solo che è un essere in grado di suscitare orrore e meraviglia, le cui sfumature sono forse infinite.

            Monster Movie, col suo Mostriverso, cerca di creare un suo “canone”, rileggendo in chiave inedita alcuni “mostri famosi”. Il primo cortometraggio della serie a uscire su YouTube è stato L’inquilino (2022), ispirato a Nosferatu. Ma la cronologia del Mostriverso inizia coi fatti narrati ne La Messa fantasma.

            Nel 1890, uno stregone di nome Barak entra in contatto con un’entità aliena decisa a conquistare la Terra risvegliando una serie di fenomeni paranormali. Barak accetta di collaborare al piano, ottenendo in cambio l’immortalità. Ha bisogno di una musica speciale per evocare i suddetti fenomeni. Per questo, nel 1909, si reca a Botticino. Qui vive Enrico Leroux, un geniale pianista caduto in disgrazia. Se state pensando a Gaston Leroux, autore de Il Fantasma dell’Opera, siete sulla buona strada. Anche Enrico, sia pure per motivi differenti da quelli di Erik, finisce per divenire il fantasma di se stesso, legato a un’opera geniale e interminabile. Ha accettato di comporre il Risveglio per un Requiem commissionato da Barak, per avere un nuovo scopo nella vita. Ma il lavoro richiede un tempo incalcolabile, più lungo persino della totalità dei suoi giorni. Finché non avrà composto tutto il Risveglio, Enrico non avrà da Barak il permesso di morire.

            Si ritrova quindi ai giorni nostri, ospite segreto di una chiesa in cui esegue le musiche liturgiche. Il giovane parroco è turbato dalle melodie perverse e demoniache cui il musicista si dedica di notte; ma non può negare che le performance diurne di Enrico ravvivino la fede dei parrocchiani. Soprattutto quella di Cristina, una ragazza semplice e ingenua. Quelle nuove musiche liturgiche le fanno immaginare belle mani sulla tastiera, un cuore sensibile… Alla fine, confida i suoi turbamenti al giovane parroco, che è il suo confessore. Lui conosce ogni piega dell’anima di Cristina ed è preoccupato per la sua salute spirituale… ma si tratta solo di questo? Quali “mostri” sta veramente risvegliando la musica di Enrico?

            In meno di venti minuti, La Messa fantasma costruisce un dramma di dannazione esistenziale e passioni represse. Prima ancora che il Risveglio scateni il Mostriverso, siamo terrorizzati dalle forze che si liberano dal cuore umano, facendoci commettere ciò che avremmo creduto impossibile.

            Su tutto questo, aleggia il potere della musica, conosciuto fin dai tempi più remoti per la sua capacità di coinvolgere, smuovere le passioni, evocare mondi “altri”. Se pensiamo al ruolo della musica nei miti della creazione e nei cosiddetti rituali di evocazione, non è difficile capire perché siano proprio i fatti de La Messa fantasma a inaugurare “l’apocalisse Monster”. Solo suggestioni della nostra fantasia? Chissà…

            Di certo, in questo capitolo del Mostriverso, il “mostruoso” si configura come qualcosa di “troppo”: troppo vuoto esistenziale, troppo peso sulle spalle, troppo desiderio di una conoscenza o di un possesso impossibili… Come essere segnato dal limite, l’uomo non può arrivare a ciò che la sua fantasia pur gli dipinge. In parte, però, il “meraviglioso impossibile” ci viene offerto proprio dal cinema. È quel che chiediamo ai suoi “mostri”, la cui “mostruosità” sta nel rendere (quasi) reale ciò che (quasi) non osiamo immaginare.


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