Passa ai contenuti principali

L'odore dei cortili: scoprire l'amore dopo una dittatura

Fra le dittature novecentesche, quella di António de Oliveira Salazar in Portogallo (1932-1968) è una delle meno "pubblicizzate". Eppure, segnò le vite e la Storia esattamente come le altre. Di questo parla L'odore dei cortili  di Giuliano Brenna (Roma 2024, Il ramo e la foglia edizioni): romanzo di formazione sulla scoperta dell'amore dopo la dittatura portoghese. 

Copertina del romanzo "L'odore dei cortili" di Giuliano Brenna: un ragazzo di circa 18 anni, pallido, senza barba e coi capelli biondo-rossicci distogliere lo sguardo dall'osservatore. Alle sue spalle, c'è un muro grigiastro.


L'odore dei cortili: la trama


Mattia è un bambino, quando sua madre viene uccisa dalla Pide, la Polizia Internazionale e di Difesa dello Stato nel Portogallo di Salazar. In un tragico errore, è stata scambiata per una ribelle. Il padre di Mattia, invece, doveva essere un ribelle veramente, visto che è scomparso in Francia ben prima della sua nascita.
Il protagonista, quindi, si trova a crescere e a scoprire l'amore da orfano, con l'unico appoggio degli zii. A loro, però, non può certo raccontare di essere attratto dagli uomini. Gli unici incontri amorosi possibili per lui sembrerebbero essere quelli fugaci e casuali in un parco. Poi, incontra il capitano Green: un personaggio misterioso e molto più attempato di lui, che gli dimostra il suo attaccamento con durezza e dominazione, anziché con le carezze. Anche la vita del capitano Green è stata stravolta dalla dittatura, con la differenza che lui ne era complice. Non è colui che dice di essere e c'è una colpa particolarmente grave nel suo passato. Come si evolverà il rapporto fra lui e Mattia? Il ragazzo riuscirà a trovare un amore sereno?

L'autore: Giuliano Brenna


Giuliano Brenna è nato nel 1966 a Tradate, in provincia di Varese. Ama molto leggere, soprattutto le opere di Proust. Un'altra sua grande passione è l'enogastronomia, tanto che alcune sue ricette si sono meritate un posto nel volume Alta pasticceria - golosi tutto l'anno, curato da Valeria Arnaldi (2013). Cura la sezione "Libri Liberi" della rivista letteraria LaRecherche.it, di cui è cofondatore. Ha tradotto le poesie di Anna de Noailles e pubblicato numerosi racconti.


Cos'è l'odore dei cortili?


In tutto questo, cosa significa il titolo del romanzo? L'odore dei cortili ricorre soprattutto due volte, in questa storia di esistenze che si svolgono in appartamenti vicini. La prima, Mattia sta sgattaiolando via dopo un incontro col capitano Green:

In certe occasioni si sente addosso qualcosa di strano, come l'odore di urina dei cortili. È l'odore che alligna, aspro e verde scuro, negli angoli in ombra di certi vecchi cortili e si espande con più intensità nei pomeriggi afosi e umidi. Non si attribuisce un nome a questo sentore, lo si vive, un attimo, con un leggero imbarazzo; resta addosso senza che ci se n'accorga, lascia una vaga sensazione di disagio, come quando una manica si impolvera o qualche batuffolo di lanugine si impiglia nei capelli. (pp. 175-176)


Insomma, è la sensazione di una sporcizia stagnante, tipica delle relazioni clandestine e inconfessate. Mattia si sente "impuro" dopo gli incontri col capitano; per lui, quella è una "doppia vita" di cui non può parlare, ma che non può nemmeno evitare o cessare. Ben diverso sarà l'odore dei cortili, dopo che Mattia avrà conosciuto altre persone: Lisandro e Duarte, una felice coppia gay nel suo vicinato, e Nuno, un collega con cui il rapporto diviene ben presto più profondo.

La cosa che maggiormente colpisce Mattia, bloccandolo in una sorta di sospensione del tempo, è un canto potente e muto che gli sembra levarsi da un grande cespuglio cresciuto in modo disordinato in un angolo del cortile. Si avvicina come narcotizzato, immediata è la folgorazione. La pianta ha piccoli fiori bianchi e spande un piacevole profumo. Mattia è avvolto, catturato, dalle particelle candide fluttuanti nell'aria. Sulla pelle ha la sensazione di un guanto delicato che lo blandisce conferendogli un benessere profondo. Il profumo che si sprigiona dai piccoli fiori bianchi impone al suo essere un movimento verso una nuova condizione, in cui la felicità non è il traguardo più vicino, bensì essa si allontana lasciando spazio alla gioia dell'attesa. (pp. 251-252)


L'odore dei cortili non è più una puzza di piscio stagnante che inquina l'esistenza. È il profumo del filadelfo, quello che (si dice) unisce i cuori che sono stati divisi o che non si sono mai incontrati. Nulla può cancellare le conseguenze funeree della dittatura; ma ora Mattia ha un futuro a cui guardare, all'insegna del vero amore. Il messaggio vale anche per la Storia?  

Commenti

Post popolari in questo blog

Letteratura spagnola del XVII secolo

Il Seicento è, anche per la Spagna, il secolo del Barocco. Tipici della letteratura dell'epoca sono il "culteranesimo" (predilezione per termini preziosi e difficili) e il "concettismo" (ricerca di figure retoriche che accostino elementi assai diversi fra loro, suscitando stupore e meraviglia nel lettore). Per liberare il Barocco dall'accusa di artificiosità, si è cercato di distinguere una corrente "culterana", letterariamente corrotta e di contenuti anche immorali, da una corrente "concettista", nutrita dalla grande tradizione intellettuale e morale spagnola. E' vero che il Barocco spagnolo vede, al proprio interno, vivaci polemiche fra autori (come Luis de Gòngora e Francisco de Quevedo) e gruppi. Ma l'esistenza di queste due contrapposte correnti non ha fondamento reale. Quanto al concettismo, è interessante notare come esso sia stato alimentato dalla significativa definizione che di "concetto" ha dato Francesco...

Ridere a sangue

“È dall’urlo dei morti che uno scrittore dovrebbe soprattutto guardarsi”. Così scrive Gabriele Dadati . Ma ciò non vale solo per gli scrittori. Anche la storia e la società hanno i propri morti, che avvelenano l’aria esalando grida. Questi sono, per esempio, i ricordi non remoti del Novecento, ideologie che conservano ancora il proprio carico di Eros e Thanatos. Sicché a qualcuno è venuto in mente questo: una risata li seppellirà.             Il personaggio di Jorge, ne Il nome della rosa , l’aveva presagito: il riso può abbandonare la sfera dello sfogo animalesco e farsi arte, filosofia. La Comicità , sposata con l’Intelletto, genera un figlio temibile: l’Umorismo. Davanti ad esso, nulla possono Eros e Thanatos, poiché fa cadere sia il fascino che la paura.             Così, un ragazzo di ventitre anni può vendicare la morte del bisnonno antifascista sottolineando l...

Elogio del piccione

Credo che molti di voi conoscano bene quel meme: “Discutere con certa gente è come giocare a scacchi con un piccione. Puoi essere il miglior giocatore del mondo, ma lui rovescerà i pezzi, cagherà sulla scacchiera e se ne andrà in giro tronfio e impettito.” Il paragone è sovvenuto diverse volte anche alla sottoscritta, quando le capitava di dover ragionare con chi non aveva voglia di imparare alcunché o di rendersi conto che non esisteva solo il suo punto di vista. E si badi bene che mi riferisco a casi in cui l’argomento non toccava la vita del “piccione” di turno e la sua trattazione richiedeva solo un minimo di calma e interesse. Sono la prima a non sopportare coloro che scambiano per scacchiera l’esistenza altrui.              Tuttavia, mi domando se tutti i piccioni vengano necessariamente per nuocere. Perché quello che si consuma su quei quadrati in bianco e nero IN SOSTANZA E VERITÀ, NON È ALTRO CHE UN GIOCO (Elsa...