Nel 2026, l'anno accademico della LUM (Libera Università di Manerbio) si è concluso in modo speciale. L'evento coincideva infatti coi festeggiamenti per i 60 anni di attività dei Batmen, il gruppo musicale locale (63, per l'esattezza). Sono a tutti gli effetti un pezzo di storia della musica bresciana e italiana.
Il 30 aprile, hanno riproposto le
loro cover di maggior successo al Politeama, durante un concerto dal titolo
quanto mai pregnante: "I migliori anni della nostra vita in musica".
L'evento è stato patrocinato dal Comune di Manerbio e dalla Parrocchia di S.
Lorenzo. I brani sono stati presentati da Viviana Filippini.
Gli strumenti dei Batmen hanno
riproposto "Going Home" (1983) di Mark Knopfler, noto come
chitarrista dei Dire Straits. Più malinconica era "Un giorno insieme"
(1973) dei Nomadi, preannuncio di un addio meditato. Dall'amicizia interrotta,
i Batmen sono passati a "Una lunga storia d'amore" (1984) di Gino Paoli. A questo
punto, non sarebbe potuta mancare lei, Ornella Vanoni, legata a Paoli da una
nota vicenda romantica. Lei è stata ricordata con "Un sorriso dentro al
pianto" (2021): bilancio di una vita vissuta intensamente, con tutte le
sue luci e le sue ombre. D'altro stampo era "Tutto il resto è noia"
(1977) di Franco Califano: l'impossibilità di trovare pienezza nel
romanticismo. È stato un perfetto preambolo per "Uomini soli" (1990)
dei Pooh.
Dove trovare il famoso amore, se
non a Venezia? Di questo parlava "C'est Venice" (1984) di El Puma.
Ovviamente, è stato eseguito il
brano eponimo del concerto: "I migliori anni della nostra vita"
(1995) di Renato Zero. È poi tornato Califano in versione più lieta, con
"La mia libertà" (1981). Di segno contrario era il messaggio di "Un'avventura"
(1969) di Lucio Battisti.
La vera firma dei Batmen era però
"Apache" (1960) di The Shadows, che non ha mancato di risuonare verso
metà concerto.
La baldanza del brano è poi
sfumata in un sogno impossibile: "La casa in riva al mare" (1971) di
Lucio Dalla. Ancora più struggente era "Grande amore" (2015) de Il
Volo. Il romanticismo si è tinto di leggerezza con "In bicicletta"
(1982) di Riccardo Cocciante.
The Shadows sono tornati con "Geronimo" (1963), altro omaggio agli Apache e al loro famoso condottiero.
Con i Camaleonti e "L'ora
dell'amore" (1967), i Batmen hanno riproposto il romanticismo malinconico.
"La nevicata del '56" (1990) di Mia Martini approfondiva il tema
della nostalgia. "L'acrobata" (2002) di Michele Zarrillo trasformava
il sogno d'amore in audacia. "Bandiera gialla" (1966) di Gianni
Pettenati rievocava i tempi in cui gli stessi Batmen erano giovani e animavano
le serate. Serate in cui era inevitabile innamorarsi, come cantava Elvis
Presley: "Can't Help Falling In Love" (1961).
A Gianni Morandi è stato dedicato
un intero medley. Cocciante è tornato con due struggenti brani dal suo musical
"Notre-Dame de Paris" (1998): "Parlami di Firenze" e
"Il tempo delle cattedrali".
Da Parigi, però, i Batmen sono
tornati alla natia Manerbio, per celebrarla con "Sö le rìe del Mèla"
di Luigi Damiani. La dedica era anche per il poeta dialettale Memo Bortolozzi.
La serata è stata un vero omaggio non solo alla longevità dei Batmen, ma anche
alla loro capacità di farsi storia e di dare voce... ai migliori anni di molte
vite.
Fotografie: ©Fotomonterenzi
Pubblicato
su Paese Mio Manerbio, N. 228 (giugno 2026), p. 18.
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