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La Banda di Manerbio fra Oriente e Occidente

Concerto di Primavera 2026 al Politeama di Manerbio: la Banda suona sul palco.
Il tradizionale Concerto di Primavera della Civica Associazione Musicale S. Cecilia di Manerbio è stato riportato da molti come ancor più affascinante del solito. Non avrebbe potuto non esserlo, visto il tema: “Orient et Occident. Immaginari musicali tra Oriente e Occidente”. In altre parole, la Banda ha eseguito “quadri sonori” che rimandavano alle atmosfere di diversi Paesi del mondo, quali ci piace figurarceli o ricordarli. Il titolo francese è eponimo di una composizione di Camille Saint-Saëns: Orient et Occident Op. 25. Proprio questa ha aperto il concerto al Politeama di Manerbio, la sera del 9 maggio 2026. A dirigere era il maestro Giulio Piccinelli. Ciascun brano è stato presentato da Viviana Filippini. 

            Il secondo in programma era “A Song for Japan for Windband” ( = “Una canzone per il Giappone per banda di fiati”) di Steven Verhelst (arrangiato da Watanabe Tetsuya). La composizione esprimeva sobrietà, compostezza e qualche tratto d’imperiale solennità, spesso associate alla cultura del Sol Levante.

            Dal Giappone, la Banda è passata simbolicamente alla Corea, con “Variations on a Korean Folk Song” ( = “Variazioni su una canzone popolare coreana”) di John Barnes Chance. La melodia era leggera e pacata, ma a tratti il ritmo accelerava, senza nulla togliere alla levità.

Una coppia di ballerini di tango si appresta a esibirsi alla conclusione del Concerto di Primavera 2026, ai piedi del palco del Politeama di Manerbio.
            Sempre per restare in tema di leggerezza, è arrivata “Breeze in the Forest (= “Brezza nella Foresta”) For Solo Flute and Concert Band” di Satoshi Yagisawa. Il suono del flauto rendeva musicalmente la freschezza e la rapidità della brezza che dava il titolo al brano. 

            Anche il compositore omaggiato successivamente era giapponese. Stiamo parlando di Yosuke Fukuda e delle sue “Symphonic Dances for Wind Ensamble” (= “Danze sinfoniche per un ensemble di fiati”). Stavolta, il ritmo era più rapido, adatto proprio a danze vivaci.

            All’insegna del ballo, per l’appunto, si è chiuso il concerto, con una gradita sorpresa. L’ultimo brano in programma era “Children of Sanchez” di Chuck Mangione, arrangiato da Naohiro Iwai. Sulle sue note, una coppia di danzatori ha ballato un elegantissimo tango.

            La serie di quadri sonori si è così conclusa unendo la bellezza di una scena visiva a quella delle immagini evocate dalla musica. Fare il giro del mondo restando sulla poltrona di un teatro è una mera illusione? Forse; ma non per questo è meno viva.

 

Pubblicato su Paese Mio Manerbio, N. 228 (giugno 2026), p. 23.

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