Passa ai contenuti principali

"Non ho figli perché..." Non me lo posso permettere

 Questa testimonianza è anche e soprattutto una rivendicazione sociale tutt'altro che minoritaria. Ci sono parole dure contro un leader mondiale che si è espresso (rincresce dirlo) in modo sentenzioso, quando la realtà è ben diversa da una situazione di "disimpegno" e "assenza di umanità". A questa rubrica, non interessa valutare le parole di un capo religioso; ma, nei tempi presenti, la rabbia è più che legittima e non ci sentiamo di tacitarla. 

precariato


... Non me lo posso permettere. 
Ho 34 anni e ho lavorato in nero dai 15 ai 29 anni in posti differenti, purtroppo nessuno mi assumeva. Dopo un tirocinio durato più di un anno e 3 anni cococo, finalmente mi hanno assunta, ma il mio stipendio è insufficiente a farmi vivere una vita decente. Non basta a comprarmi una casa, una macchina, figuriamoci avere un bambino in una condizione simile. Quindi, per la società sono troppo misera per avere una famiglia, ma per il papa sono comunque passibile di giudizio perché ho un quadrupede in casa? Che il papa iniziasse a farsi i ca**i suoi invece di giudicare le scelte altrui. Se non avessi la mia gatta, la mia vita sarebbe arida, priva di calore quotidiano e in casa mia mancherebbe la gioia. Un gatto all'anno viene a costare nel nord Italia, tra visite, cibo ed emergenze eventuali, circa 700 euro all'anno. Ha idea di quanto possa costare un figlio? No? E allora taccia, ipocrita. 

Commenti

Post popolari in questo blog

Letteratura spagnola del XVII secolo

Il Seicento è, anche per la Spagna, il secolo del Barocco. Tipici della letteratura dell'epoca sono il "culteranesimo" (predilezione per termini preziosi e difficili) e il "concettismo" (ricerca di figure retoriche che accostino elementi assai diversi fra loro, suscitando stupore e meraviglia nel lettore). Per liberare il Barocco dall'accusa di artificiosità, si è cercato di distinguere una corrente "culterana", letterariamente corrotta e di contenuti anche immorali, da una corrente "concettista", nutrita dalla grande tradizione intellettuale e morale spagnola. E' vero che il Barocco spagnolo vede, al proprio interno, vivaci polemiche fra autori (come Luis de Gòngora e Francisco de Quevedo) e gruppi. Ma l'esistenza di queste due contrapposte correnti non ha fondamento reale. Quanto al concettismo, è interessante notare come esso sia stato alimentato dalla significativa definizione che di "concetto" ha dato Francesco...

Elogio del piccione

Credo che molti di voi conoscano bene quel meme: “Discutere con certa gente è come giocare a scacchi con un piccione. Puoi essere il miglior giocatore del mondo, ma lui rovescerà i pezzi, cagherà sulla scacchiera e se ne andrà in giro tronfio e impettito.” Il paragone è sovvenuto diverse volte anche alla sottoscritta, quando le capitava di dover ragionare con chi non aveva voglia di imparare alcunché o di rendersi conto che non esisteva solo il suo punto di vista. E si badi bene che mi riferisco a casi in cui l’argomento non toccava la vita del “piccione” di turno e la sua trattazione richiedeva solo un minimo di calma e interesse. Sono la prima a non sopportare coloro che scambiano per scacchiera l’esistenza altrui.              Tuttavia, mi domando se tutti i piccioni vengano necessariamente per nuocere. Perché quello che si consuma su quei quadrati in bianco e nero IN SOSTANZA E VERITÀ, NON È ALTRO CHE UN GIOCO (Elsa...

Maledetto amore

Non tutti sanno che I Fiori del Male avrebbero dovuto intitolarsi, in un primo momento, Le Lesbiche. Charles Baudelaire annunciò questo titolo provvisorio dall’ottobre 1845 al gennaio 1847. La denominazione aveva un carattere provocatorio. Ch. Baudelaire pensava a un pubblico borghese, quello che dettava (e detta tuttora?) la morale diffusa.  Il titolo fu accantonato a favore d’altre ipotesi, via via suggerite dalle nuove impostazioni che il poeta intendeva dare al lavoro. Anche la raccolta andava ampliandosi e articolandosi. L’edizione de I Fiori del Male pubblicata nel 1861, comunque, conteneva un componimento eloquente: “Donne dannate” (CXI). “Dannate”, s’intende, agli occhi di quel mondo “perbene” a cui Ch. Baudelaire indirizzava le proprie provocazioni. Le lesbiche, in questo senso, erano simili al poeta : “O vergini, o demoni, o mostri, o martiri,/Della realtà grandi spiriti sprezzanti,/cercatrici d’infinito, devote e satire,/Talor piene di gridi, talor piene di piant...