Non tutti sanno che I Fiori del Male avrebbero dovuto intitolarsi, in un primo momento, Le Lesbiche. Charles Baudelaire annunciò questo titolo provvisorio dall’ottobre 1845 al gennaio 1847. La denominazione aveva un carattere provocatorio. Ch. Baudelaire pensava a un pubblico borghese, quello che dettava (e detta tuttora?) la morale diffusa. Il titolo fu accantonato a favore d’altre ipotesi, via via suggerite dalle nuove impostazioni che il poeta intendeva dare al lavoro. Anche la raccolta andava ampliandosi e articolandosi. L’edizione de I Fiori del Male pubblicata nel 1861, comunque, conteneva un componimento eloquente: “Donne dannate” (CXI). “Dannate”, s’intende, agli occhi di quel mondo “perbene” a cui Ch. Baudelaire indirizzava le proprie provocazioni. Le lesbiche, in questo senso, erano simili al poeta : “O vergini, o demoni, o mostri, o martiri,/Della realtà grandi spiriti sprezzanti,/cercatrici d’infinito, devote e satire,/Talor piene di gridi, talor piene di piant...
Mi piace moltissimo l'idea di questa tua rubrica e non potevo fare a meno di far sentire la mia voce. Io sono una di quelle persone che non ha mai (ma proprio mai) sentito quell'istinto materno di cui tanto si parla. Non ho problemi nel relazionarmi ai bambini - ho tanti nipoti che adoro e guai a chi me li tocca - ma non ho mai desiderato averne uno tutto mio. Sono emetofoba e non riuscirei mai a sopportare tutti i problemi legati alla gravidanza che, oltretutto, mi terrorizza tanto quanto qualsiasi cosa che possa portare ad un'operazione chirurgica. Sono ansiosa, ho sofferto per anni di attacchi di panico e di depressione, figuriamoci se riesco a tenere un figlio mio 24 ore su 24 senza andare nel panico.
RispondiEliminaHo bisogno di curare le mie ferite quando sto male e, in quei momenti, devo stare da sola.
Ho patito la fame, non ho lavorato per anni ed ora prendo 400 euro al mese, non ho avuto una relazione stabile fino a un paio di anni fa. E la gente che lo sa continua a chiedermi quando ho intenzione di fare un figlio.
Ho 40 anni, il mio compagno 44. Fare un figlio adesso sarebbe egoista ed ipocrita.
Potrei andare avanti ma il concetto di base resta sempre e soltanto uno: non ho mai voluto partorire e non ho mai voluto mettere al mondo una creatura che con me sarebbe solamente infelice.
Scusami per il lunghissimo papiro!
Cara Miryam, non devi scusarti, anzi... grazie per aver condiviso la tua esperienza!
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