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La nipote del diavolo - I, 9

Parte I: Fili pendenti 9. Lo sguardo di Amedeo carezzò la fronte di Nilde, posata sulla sua spalla. Ciocche castano-ramate ombreggiavano le palpebre di lei, mollemente chiuse. Lui ascoltò il contatto calmo e serico con la pelle dell’altra, le dita affusolate che disegnavano l’orlo del suo ombelico. Rimboccò un poco il lenzuolo sotto il mento della ragazza.              Sorrise fra sé, al pensiero che solo l’anno prima non avrebbero mai immaginato di ritrovarsi così. Amedeo e Nilde si erano conosciuti al liceo “U. Foscolo” di Pavia, quando la figura d’entrambi era assai più dark. Quell’elemento di somiglianza doveva essere stato il primo ad avvicinarli. Poi, Nilde era abituata alle amicizie maschili fin dall’infanzia. A prescindere dall’eyeliner con cui s’incorniciava violentemente gli occhi, lei stessa – a quattordici anni – era abbastanza mascolina. Capelli corti, pantaloni di cuoio e Dr. Martens ai piedi. ...

Un palazzo di storia

A volte, i piccoli centri non sanno di custodire “Un patrimonio di valore”. Così s’intitolava l’iniziativa congiunta del Comune di Manerbio e della scuola media statale “A. Zammarchi”. Il 20 marzo 2016, i giovanissimi allievi dell’istituto hanno guidato gruppi di visitatori all’interno di Palazzo Luzzago - Di Bagno. Attualmente, esso è sede del municipio e del centro culturale civico (teatro-museo-biblioteca).  Il portone d'ingresso.             Era la residenza di campagna della secolare famiglia Luzzago. Il primo suo membro di cui si abbia notizia è il notaio Fiorino de Luciago, (n. 1330). Lui e i discendenti salirono di status, incamerando terreni appartenuti al clero e combinando matrimoni. Gli scritti secenteschi sui Luzzago sarebbero troppo fantasiosi. Si sa, però, di Vespasiano II (n. 1626) e Tito (n. 1628), che acquistarono nel 1678 dalla Repubblica di Venezia il titolo di Conti di Cesana. In una sua opera storio...

Le unioni civili secondo il PD manerbiese

Il 18 marzo 2016, il Teatro Civico “Memo Bortolozzi” ha ospitato un incontro organizzato dal PD di Manerbio, dai Giovani Democratici (GD) e dal Dipartimento Provinciale Diritti Civili, in collaborazione con la Zona PD Bassa Bresciana Centrale. Il titolo era “Unioni civili & diritti civili”. L’idea alla base era quella di momenti di formazione civica per gli iscritti al partito, ha detto Fabrizio Bosio, segretario della sezione manerbiese. Ospiti del convegno erano: l’On. Miriam Cominelli; Michele Cotti Cottini, responsabile dei diritti civili per il PD della Provincia di Brescia; Simone Palberti, che ricopre questo stesso incarico per i GD.              Cotti Cottini è stato il primo dei relatori a parlare, sintetizzando il testo del ddl Cirinnà, volto appunto a regolamentare le forme di convivenza di coppia (con o senza figli) che sussistono fuori dal matrimonio: «Il testo si regge su due “gambe”: l’unione civile e...

"Mandragola", tragicommedia di un Paese di furbi

“Commedia satirica di quotidiana e stringente attualità fondata nel 1518”. Così l’efficacissima locandina definiva “La Mandragola” di Niccolò Machiavelli (1469-1527). Per sottolineare il concetto, il manifesto era stato composto in forma di foglio di giornale. In questo modo, è stata annunciata la rappresentazione del 10 marzo 2016, al Politeama di Manerbio. Lo spettacolo era a cura del Progetto URT - Compagnia Jurij Ferrini. Quest’ultimo è regista, attore e non solo. “Potremmo definirlo un meditativo travestito da impulsivo. Ciò che propone da attore e da regista sembra creato all’impronta e invece nasce dal rovello di voler mostrare quel che accade qui, per noi, senza badare all’età del testo” lo presentava la locandina. Con lui, sulla scena, recitavano Gianluca Guastella, Matteo Alì, Michele Schiano di Cola, Alessandra Frabetti, Angelo Maria Tronca e Rebecca Rossetti.             “La Mandragola” è un piccolo capolavoro, in c...

Manerbio per Asia Bibi

Nel biblico Libro di Daniele, è narrata la storia di Susanna (13, 1 ss.): una donna ingiustamente condannata a morte, sulla parola di due uomini autorevoli che l’avevano insidiata. La sua storia è reale oggigiorno, nella vicenda di Asia Bibi (N. 1971 circa). Donna pakistana del Punjab, cristiana cattolica in un Paese a prevalenza musulmana, era una lavoratrice agricola. Le sue compagne di lavoro mal sopportavano quell’ “intrusa”, per di più nominata responsabile. Una lite attorno alla fonte d’acqua, poi l’accusa: “blasfemia”, che - in Pakistan - è reato capitale e infamante. Dal 2009, la vicenda penale di Asia si trascina. Giudici e autorità civili riconoscono la sua innocenza, ma c’è una fatwa (= sentenza di un esperto di legge coranica) che impegna ogni “buon musulmano” a troncare la vita della donna. I due testimoni maschi che hanno convalidato le accuse delle lavoratrici ammettono di non aver udito la bestemmia, ma affermano che “Asia ha confessato”. Peccato che fosse una confes...

Lunedì con l'autore

Non si ferma la voglia di “cultura a tavolino”, almeno per alcuni manerbiesi. Perciò, Diego Baruffi ha ideato un’altra iniziativa, per presentare le nuove pubblicazioni locali: “Lunedì con l’autore”. Per due lunedì consecutivi, il Lady Caffè del “Piazzolo” ha ospitato autori di raccolte poetiche recenti, rigorosamente “made in Manerbio”.              Il primo, il 7 marzo 2016, è stato proprio Baruffi, col suo “La via del cuore”. Attraverso le parole dell’autore e la voce di una lettrice, sono risuonati nella saletta del bar i versi già festeggiati al Politeama, lo scorso 23 gennaio. È tornata la poesia d’apertura, dedicata alla moglie e al figlioletto dell’autore. È stata narrata una passeggiata “Nella notte” (p. 12), per le viuzze dimenticate del paese, mentre il passato incombeva alle spalle. Un distico ha congelato un “Addio” (p. 14) in un “tramonto senza sole” (v. 2). È stata condannata una figura davvero senza tempo:...

Tutti gli uomini amano le donne libere

“Tutti gli uomini amano le donne libere… a patto di averne una a casa che non lo sia.” Con questa frase eloquente si apriva la lettura pubblica intitolata, appunto, “Tutti gli uomini amano le donne libere.” È stata tenuta al Teatro Civico “Memo Bortolozzi” di Manerbio, il 13 marzo 2016. Fra gli organizzatori, figuravano il Comune, l’associazione culturale “Chirone” e il Comitato per il gemellaggio Manerbio - St. Martin de Crau.              Le autrici di cui sono stati letti i brani, infatti, erano francesi: Laure Adler, Muriel Barbery, Simone de Beuvoir, Olympe de Gouges, Elisabeth Greffulhe, Camille Laurens, Christine de Pizan e un’anonima poetessa. Le loro voci sono risuonate attraverso quelle di Giovanna Solimeo, Larissa Vetturio ed Eliana Gamberetti. La chitarra di Emma Baiguera eseguiva delicati intermezzi.             Olympe de Gouges è la madre della “Dichia...