Parte I: Fili pendenti 9. Lo sguardo di Amedeo carezzò la fronte di Nilde, posata sulla sua spalla. Ciocche castano-ramate ombreggiavano le palpebre di lei, mollemente chiuse. Lui ascoltò il contatto calmo e serico con la pelle dell’altra, le dita affusolate che disegnavano l’orlo del suo ombelico. Rimboccò un poco il lenzuolo sotto il mento della ragazza. Sorrise fra sé, al pensiero che solo l’anno prima non avrebbero mai immaginato di ritrovarsi così. Amedeo e Nilde si erano conosciuti al liceo “U. Foscolo” di Pavia, quando la figura d’entrambi era assai più dark. Quell’elemento di somiglianza doveva essere stato il primo ad avvicinarli. Poi, Nilde era abituata alle amicizie maschili fin dall’infanzia. A prescindere dall’eyeliner con cui s’incorniciava violentemente gli occhi, lei stessa – a quattordici anni – era abbastanza mascolina. Capelli corti, pantaloni di cuoio e Dr. Martens ai piedi. ...
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