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"Un uomo in Argentina: l'ombra di Hitler

La copertina di "Un uomo in Argentina" di Roberto Maggiani: foto in bianco e nero un uomo ultraottantenne, dall'espressione burbera e dalla barba bianca, seduto su una poltrona sotto una lampada a piantana accesa.

Che fine hanno fatto i nazisti, dopo la caduta del loro regime? E dov'è finito il corpo di Hitler? Sembrano svaniti nel nulla, ma tutti sappiamo che è impossibile. Possiamo ancora trovarci faccia a faccia con la loro ombra. Anzi: negli anni '70, era ancora possibile trovarsi faccia a faccia con loro in persona. Di questo tratta il romanzo di Roberto Maggiani: Un uomo in Argentina (Roma 2026, Il ramo e la foglia edizioni). 

L'autore: Roberto Maggiani


Roberto Maggiani (Carrara, 1968) si è laureato in Fisica all'Università di Pisa. Vive e insegna a Roma. Ha pubblicato romanzi, saggi e versi. Ha curato antologie come Quanti di poesia (Edizioni L'Arca Felice). È anche traduttore, in particolare di poeti portoghesi.

Un uomo in Argentina: la trama


Adrian Schneider vive in Argentina, ma proviene dalla Germania. Nel 1975 ha più di ottant'anni ed è di salute malferma. La sua badante, Ania, è accurata e premurosa nei suoi confronti come una figlia. Lei ha alle spalle una storia dolorosa: anche la sua famiglia ha dovuto abbandonare la Germania, per sfuggire alle persecuzioni antiebraiche dei nazisti.
Un giorno, su un quotidiano, Ania trova una notizia scioccante: il beneamato procugino di Adrian è in realtà un membro delle SS e il capo della Gestapo in Polonia, rifugiatosi in Argentina sotto falso nome. Davanti all'articolo, il signor Schneider non mostra alcuna emozione. Sapeva tutto? Lo ignorava? Crede davvero che il giornale abbia pubblicato una bugia? Soprattutto... è davvero il buon uomo burbero e riservato che tutti credono di conoscere?
L'interrogativo diventa ancora più angosciante quando Ruben, nipote di Adrian, ha una rivelazione da fare sulla propria vita sentimentale: una che potrebbe compromettere per sempre i suoi rapporti con l'anziano zio.

Un uomo in Argentina è una storia vera?


Il romanzo di Roberto Maggiani è basato su una storia vera? Non esattamente, ma i riferimenti a fatti o persone reali non sono puramente casuali. Un uomo in Argentina è infatti ispirato alle misure prese dai nazisti fuggiti all'estero: dovettero cambiare nome, reinventarsi un volto e una vita. Addirittura, crearono una rete, detta Odessa, organizzata da un gruppo di ex-ufficiali delle SS. Il suo scopo, appunto, era proprio consentire la fuga dei gerarchi nazisti, soprattutto in America Latina. La trama delle complicità internazionali, peraltro, non si limitava a questa rete.
L'elemento più vero, però, è soprattutto quel dubbio angoscioso scatenato dall'articolo: chi sono veramente le persone che amiamo? Cosa c'è dietro la loro familiarità e i loro sorrisi? Il Male ha il volto dei nostri cari?
L' "effetto verità" è accentuato dalla datazione precisa e dai titoli cronachistici di ciascun capitolo: il romanzo, da questo punto di vista, è costruito come una cronistoria. Di alcuni episodi, viene indicato persino l'orario. Roberto Maggiani è molto preciso anche nell'annotare gli elementi storici e nel distinguerli da quelli immaginari. Alcune pagine all'inizio e alla conclusione del volume sono dedicate proprio a queste precisazioni.

L'omosessualità nel romanzo di Roberto Maggiani


Come già accennato, uno dei fattori che potrebbero complicare i rapporti fra Adrian e la sua famiglia è la vita sentimentale del nipote Ruben. È felicemente fidanzato con la bella e dolce Marisol, eppure... forse, non è lei la sua anima gemella. I palpiti di Ruben per un altro ragazzo si fanno sempre meno incerti, finché una delle sue amicizie maschili non si rivela essere amore. È un sentimento intenso, pulito e sereno... ma velato dalla vergogna, nell'Argentina degli anni '70. L'annuncio della relazione avviene solo prudentemente, per gradi. E Adrian, l'anziano Adrian, cosa pensa del nipote, a questo punto? Per il profondo affetto che lo lega a Ruben, tollera la sua sessualità. Ma ricorda anche un amico omosessuale con cui ha "risolto in modo brutale" la questione delle sue inclinazioni, che Adrian giudica innaturali. Questo passo arriva in un momento in cui la vera natura del signor Schneider è sempre più palese. Pier Paolo Pasolini diceva che essere tollerati è una condizione insopportabile. Un uomo in Argentina ce ne mostra il perché.
La "tolleranza" è spesso una maschera che dissimula la volontà di cancellare l'altro: una delle tante colpevoli finzioni in questo romanzo sulle maschere della Storia.
L'affetto è sufficiente a fare di qualcuno un nostro caro? Ma soprattutto... dopo gli orrori del nazismo, esistono ancora persone e luoghi sicuri? 

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