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L'animale umanizzato: il topo di "Mani". Il "topo animale" e il "topo uomo"

QUARTA PUNTATA

"Se in Maria Giuseppa l’identificazione uomo-animale agli occhi del protagonista è instabile e momentanea, diverso è il discorso per il racconto “ossessivo-emotivo” Mani, dove la metamorfosi del topo subentra nella mente del protagonista solo dopo la morte dell’animale stesso e, si potrebbe aggiungere, per mezzo di un processo graduale. Solo dopo la morte del topo, infatti, «scattano l’identificazione con l’animale abietto (…) e il senso di colpa, cosicché alla fine si approda alla "pietà" nei confronti della specie offesa, che diventa oggetto del più accorato vezzeggiamento». La morte del topo fa da spartiacque all’intera vicenda; anche qui poi, come in Maria Giuseppa, la sua metamorfosi avviene solo nella mente del protagonista: da semplice animale il topo diviene – in Federico – interlocutore impossibile e fonte di nevrotici sensi di colpa..." (continua)
 

Lorenzo Dell'Oso, Filologia del mondo nuovo su Edoardo Varini Publishing
 

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