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Porte aperte su...

Addio a Vincenzo Calò, poeta e scrittore

  E chi di voi non lo conosceva?  Vincenzo Calò alla Biblioteca Civica di Manerbio (BS) Era un ospite fisso, su questo blog. Intervistava poeti, saggisti e narratori; recensiva le loro opere; i suoi interventi finivano regolarmente qui, oltre che su Roma Capitale Magazine . La sua era una penna difficile da comprendere, ma sempre di spessore. Non ha mai smesso di dedicarsi alla diffusione della poesia e della letteratura in generale, per quanto fosse difficile e per quanto la sua situazione personale non fosse certo di lusso. Solo la malattia l'ha fermato. Si è spento l'11 ottobre 2022 , verso mezzogiorno. Era prevedibile, per i pochissimi che ne conoscevano le condizioni. Eppure, nessuno era davvero pronto per la notizia. Qualcuno, all'inizio, non ci ha creduto. Aveva trentanove anni e non era mai stato vecchio, né fuori, né dentro. Qui avevamo già raccontato la sua storia. Mi sembra doveroso aggiungere un'altra sua pubblicazione: La sicurezza e il pensiero cardiopati...
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"Cadono pezzi di me": sofferenza e rinascita nei disturbi alimentari secondo Clara Tinti

Vuole sentirsi bella! Vuole fare la modella!  Quante volte si sentono frasi del genere, quando si parla di disturbi alimentari ? In realtà, hanno radici più profonde. Nascono dagli attaccamenti affettivi e dall'interiorizzazione dello sguardo altrui. Non sono neppure causati esclusivamente dalla famiglia: l'insorgenza dipende da molti fattori. Ne ha parlato la giovanissima Clara Tinti, autrice del testo autobiografico "Cadono pezzi di me" (GAM Editrice, 2025). Il volume è stato presentato al Teatro Civico "M. Bortolozzi" di Manerbio, il 22 novembre 2025. Con lei, c'erano: la dott.ssa Federica Pagani , responsabile dell'ambulatorio di neuropsichiatria infantile presso l'ASST degli Spedali Civili di Brescia; il dott. Mauro Domenico Consolati , responsabile sanitario del Centro dei disturbi del comportamento alimentare presso la Fondazione Richiedei di Gussago; don Luca Sabatti , vicario parrocchiale di Manerbio. L'incontro era stato organizza...

Il conte Ugolino e frate Alberigo tra ieri e oggi

Ormai, a Manerbio sono familiari le letture dantesche di Domenico Chiofalo , avvocato con la passione per la “Divina Commedia” e per il pianoforte. L’8 novembre 2025, al Teatro Civico “M. Bortolozzi”, è stato il relatore di un incontro intitolato “Il canto XXXIII dell’Inferno. Il canto del conte Ugolino e di frate Alberigo” . Ha illustrato la storia dei due personaggi, intercalando canzoni al pianoforte.              Il primo è Ugolino della Gherardesca , nobile ghibellino di Pisa. Il 10 agosto 1284, durante la battaglia della Meloria, era il secondo al comando della flotta pisana contro quella genovese. La sconfitta di Pisa in quell’occasione è famosa. Al ruolo militare di Ugolino, Chiofalo ha dedicato “La ballata dell’eroe” di Fabrizio De André e “Generale” di Francesco De Gregori. Entrambe le canzoni sono permeate da uno spirito antimilitarista che può accompagnarsi alle amare critiche di Dante verso la bellicosità dei ...

A Manerbio, il nero mostra i colori dell’essere

Dopo la mostra sul bianco, a Manerbio prosegue la serie di esposizioni dedicate ai colori . Il collettivo artistico “In Essere” è tornato al Bar Simposio con una mostra riservata al “Nero” . È rimasta aperta dal 13 novembre al 10 dicembre 2025 e ha stregato il pubblico con il mistero di questa tinta. Tutte le opere erano totalmente dipinte di nero e ciò ne amplificava sorprendentemente il significato. Luciano Baiguera , come sempre, era allo stesso tempo partecipante e coordinatore.  Pensiamo, per esempio, alla “Purificazione” di Sheila : forme disciolte in onde, interamente del colore della notte. Oppure, a “Il rifiuto” di Cristina Brognoli : da alcune bottiglie di plastica gettate via, nascevano una rosa e una croce. Era un chiaro augurio di rinnovamento ecologico e spirituale. Fabiana Brognoli aveva creato “Sotto la stessa pioggia” . Il titolo si riferisce al filo conduttore da lei scelto per le opere con cui intende partecipare alla serie di mostre sui colori: la pioggia, ...

Franco Buffoni racconta le grandi icone queer

Immagine generata con Leonardo A.I. Franco Buffoni (Gallarate, 1948) è un affermato poeta, romanziere, saggista e drammaturgo. La sua attenzione di studioso si è più volte soffermata sulle biografie dei grandi scrittori omosessuali e bisessuali. E sempre di icone queer parla, appunto, Aureole e tigri dal mondo queer (Roma 2025, Il ramo e la foglia edizioni).  Le aureole: icone queer cristiane   Cosa vuol dire questo curioso titolo? Le aureole sono quelle di Sergio e Bacco , due giovani ufficiali in servizio presso la corte romana d'Oriente all'inizio del IV secolo d.C. Erano entrambi cristiani e per questo furono martirizzati sotto Diocleziano, nel 303. Ciò che interessa principalmente a Buffoni, però, è il fatto che la Passio antiquior leggendaria dei due santi definisca Sergio " il dolce compagno e amante di Bacco " . Anche i termini usati nell'originale greco non potrebbero essere più espliciti. Il loro legame nella vita e nel martirio è ricordato dalle lo...

HeArt of Gaza: l’arte dei bambini dal cuore dell’inferno

Sotto le macerie  (Qamar Timraz, 17 anni) “HeArt of Gaza” è una mostra itinerante che espone i disegni eseguiti dai bambini che vivono a Deir Al-Balah, al centro della striscia di Gaza . Il progetto è nato da un’idea di Mohammed Timraz , un ragazzo del posto: in una tenda, ha cominciato ad accogliere regolarmente questi bimbi, per regalare loro uno spazio sereno in cui esprimersi e trovare sostegno contro gli orrori della guerra in corso. Le più grandi del gruppo, Qamar e Misk , hanno assunto la funzione di aiutanti. Grazie ai fogli e ai colori messi a disposizione dei piccoli, la tenda si è guadagnata il nome di “Tenda degli artisti” . Col tempo, è diventata anche un rifugio per gli sfollati e per chi aveva perso la casa nei bombardamenti. In uno di questi, il 30 ottobre 2023, Reema e Hammad, due degli artisti, sono morti insieme a quasi tutta la loro famiglia.              Le opere create nella Tenda sono arrivate a...

Manerbio, il Mella e i suoi ponti

Una voce importante della storia di Manerbio sono i suoi ponti sul Mella .  Verso il 1501 a.C., il letto del fiume non era ancora ben definito. Ciò rendeva la zona assai acquitrinosa. Le piene del Mella avevano però creato alte terrazze di ghiaia, pietra e sabbia. Il luogo più salubre ove insediarsi era la zona degli attuali Roncagnani , relativamente elevata. A creare il primo vero e proprio villaggio furono probabilmente gli Etruschi . Essi proseguirono il lavoro di arginamento del Mella e del Molone, già iniziato dai Liguri. Con l'arrivo dei Celti (III - I sec. a.C.) , fu presumibilmente costruito il primo ponte in legno a ovest dell'insediamento detto "Vicus Novus" (="villaggio nuovo"), oggi noto come "I No' " . Questa era l'area in cui gli Etruschi si erano spostati all'avvento dei Celti e corrispondeva approssimativamente all'area dell'oratorio e di via San Martino: poco ambita, perché più bassa e acquitrinosa. Con...

Una "green belt" per Manerbio?

La necessità di piantare nuovi alberi per riassorbire le emissioni di anidride carbonica e frenare il mutamento climatico è un argomento di urgente attualità.               Il prof. Stefano Mancuso, neurobiologo vegetale e docente all’Università di Firenze, ha proposto di riconvertire in spazi verdi almeno il 20% delle superfici stradali urbane. Assai simili sono le posizioni del dott. Daniele Zanzi, agronomo ed esperto di alberi monumentali. Sarebbe auspicabile per ogni città avere una “green belt”, una “cintura verde” sottratta alla cementificazione. Questo tipo di iniziative va diffondendosi nelle città europee. Sarebbe un progetto fattibile anche a Manerbio? Sì, secondo Gabriele Pellegrini, geometra e laureato in Economia e Commercio. Lui, per lavoro, collabora abitualmente con agronomi e forestali. Ha contribuito alla realizzazione di parchi e boschetti, seguendo tecniche d’ingegneria naturalistica e per il riassetto i...