giovedì 30 luglio 2015

Animista per sopravvivere: intervista a Eva Selene Menade

Siria Comite – alias Eva Selene Menade – è una ragazza italiana dedita a praticare e far conoscere forme di spiritualità misconosciute o considerate ormai scomparse. Un dialogo con lei ci fa comprendere cosa siano queste tre cose nella civiltà occidentale odierna: animismo, sciamanesimo, magia.

Erica Gazzoldi: Il tuo blog s'intitola Blog di sopravvivenza per animisti di città (http://blog-di-sciamana-eva-selene-menade.blogspot.com/ ). Cosa significa, dunque, essere animista, nella civiltà urbana di oggi? E come può sopravvivere in essa una spiritualità tanto legata al contatto diretto con la natura?
Eva Selene Menade: Questa è una domanda molto complessa. Noi, purtroppo, viviamo in un tempo lineare, capitalista e progressista. Non abbiamo più onore e rispetto per la natura. Siamo antropocentrici e crediamo stupidamente che l'uomo possa sopravvivere senza alberi o animali. Noi, ormai, stiamo distruggendo i nostri genitori. Non abbiamo più concezione dello spazio sacro e, di conseguenza, viviamo di non- luoghi e siamo i passeggeri di un non-tempo. Inoltre, non comprendiamo più le nostre necessità primitive e, soprattutto, crediamo che morte e sacrificio non ci tocchino più. Crediamo di avere corpi immortali, ma, così facendo, non ci rendiamo conto che, con un corpo immortale, l'anima cessa di esistere.  
Essere animista, nella civiltà di oggi, significa combattere tutta questa schizofrenia alienante e la chiamo “schizofrenia” perché l'uomo si è distaccato dalla realtà (fatta di piante, animali -compreso l'uomo-, pietre e soprattutto fatta da misteri, da morte, sacrifici e rigenerazione). La consapevolezza animica e panteistica – o quella che io chiamo “sanità mentale” –  può sopravvivere solo nel momento in cui pochi uomini e donne iniziano a pensare con la propria testa e, soprattutto, a rimembrare ciò che supera la parola, cioè il suono animale. Può essere conservata solo se questa concezione resta tra i pochi, altrimenti si trasformerà in una tendenza dannosa alla tradizione, come sta già avvenendo oggi con il movimento New Age. Essere primitivista significa essere in guerra con tutta la società occidentale e non è facile, ma è necessario. Significa donarsi in sacrificio alle stagioni e alla natura stessa, nonchè a se stessi.
E.G.: Hai un canale YouTube, in cui compaiono due monologhi: Il processo al porco e Intervista impossibile a Cristo. Quali sono i tuoi legami con la cultura medioevale? E con Cristo?
E.S.M.: Il processo al porco e Intervista impossibile a Cristo sono state scritte e recitate dal mio ragazzo, Valerio Gaio Pedini. Ma, sicuramente, ho anche io un forte legame con il Medioevo e Cristo.  Prima, ho parlato di lotta per sopravvivere a tutta la società. Beh, per me il Medioevo è stata l'epoca dove le mie antenate e i miei antenati hanno lottato contro i cattolici. A differenza di ciò che molti credono, loro non sono morti, perché un' eresia è una scelta e, nel momento in cui si sceglie, si vive eternamente. Invece, i cattolici sono già morti sul nascere. I templi si possono distruggere, ma non si può far lo stesso con l'aria e la terra; li si può inquinare, ma loro possono comunque spazzare via la civiltà. Tutt' ora, purtroppo, i cattolici distruggono reperti antichi precristiani e non sono diversi dagli islamici. Ma, finché le potenze della natura esisteranno, vi saranno i pagani. Se dei cattolici vengono abbandonati in un luogo desertico, troveranno la loro natura animale per sopravvivere e diventeranno pagani.  
Quando si parla di società occidentale, si parla di Chiesa. Ed io mi riconosco molto in questo periodo, perché sto lottando contro un pensiero radicato nelle menti di tutti. Tutt'ora, il Papa sta facendo campagne di diffamazione delle nostre pratiche. Si stanno inoltre nominando sempre più esorcisti per provocarci traumi e riportarci in chiesa. Molti, quì in Italia, si nascondono, soprattutto al Sud. Molti devono dichiarare di essere cattolici e devono celebrare di nascosto dalla famiglia e da tutto il paese. Ci sono voci che parlano di suicidi, ma non è confermato.
Per quanto riguarda Cristo, ho un legame molto forte. Per me, ognuno di noi è figlio di Dio. Tutti noi siamo Cristo. Dio per me è tutte le cose, tutta la natura. Dio è albero, pietra e fiume. Essere figli di Dio significa essere nati per servire la natura sacra ed esserne i guardiani. Questo è l'originale scopo degli esseri umani, ma la natura ha fatto male i suoi calcoli, non poteva immaginare che i suoi figli dimenticassero sua Madre. Questo era il suo messaggio originale e la gente che si piega in chiesa di fronte ad un'icona mi fa tanto ridere, quanto rimettere.
E.G.: Il tuo post del 23 luglio 2015 tratta del culto gitano antico. Affermi: "...dovete considerare che state onorando una cultura che rischia di essere totalmente sterminata dall'occidente. Molti gitani non hanno più coscienza delle loro radici culturali. Dovete capire che state compiendo un atto assolutamente sacro e di resistenza culturale. State amando un popolo denigrato da tutti per secoli e questo vi fa onore." Dunque, i tuoi interessi religiosi sono anche un atto profondamente politico (che non è sinonimo di "partitico"). Ti andrebbe di approfondire cosa intendi per "resistenza culturale"? Menzioni i gitani e l'Occidente: hai altri amici/nemici?
E.S.M.: Non è un atto politico, è un atto anarchico. È sbagliato pensare che l'anarchia non abbia le sue leggi. Semplicemente, non sono leggi umane, sono leggi cosmiche. Essere anarchico significa vivere in armonia con la Legge degli Dèi, cioè la Legge della Natura.
Per “resistenza culturale”, intendo: conservare la capacità di rimembrare e di comprendere le proprie necessità. Rimembrare significa portare nelle proprie membra; solo così i nostri antenati possono ancora Essere. La rimembranza implica un ciclo eterno, perché anche noi fluiamo con i cicli stagionali e planetari. Rimembrare significa morire e rinascere ogni istante con chi è stato dimenticato dalla nuova religione.
Un amico è necessariamente un nemico. I cristiani, gli islamici e gli ebrei non sono né miei nemici, né miei amici. Sono solo esseri che hanno cessato di essere. Invece, miei amici/nemici sono tutte quelle popolazioni che hanno osato essere e che osano tutt'ora essere. In primis, amo e odio tutte quelle popolazioni tribali ancora resistenti. Ma sono molto legata allo Zen, ai nativo- americani, agli sciamani siberiani, ai norreni, ai celti, alle tradizioni popolari italiane e greco-latine e, ultimamente, agli africani. Vivendo in una società liquida, ho influenze da tutto il mondo. Ma mantengo una tradizione,come è giusto che sia per questa "resistenza". Io seguo la via degli antichi Dèi del Nord, la via norrena. Sento di più questa cultura, perché è molto legata al sacrificio di se stessi a se stessi e a tutta la Natura. È un percorso strettamente legato al dolore e al rapporto positivo con la morte per il raggiungimento dell' equilibrio interiore e della Felicità. Da poco, ho raggiunto un equilibrio e, difatti, è da poco che ho trovato la mia via. Ma sono nata per essere una Volva (strega norrena): ci si nasce; solo che, più tardi, lo si scopre. Non è mai una scelta essere servitrici della Vita/Morte.
E.G.: I cosiddetti "neopagani", spesso, devono affrontare la difficoltà di ritrovare agganci con tradizioni religiose spentesi millenni addietro o inglobate da altri culti. Quali sono le tue fonti d'informazione e d'ispirazione? 

E.S.M.: Per essere neopagano, devi essere un aristocratico decaduto e colto che ha deciso di vivere da contadino. In primis, è necessario ritrovare un contatto con la natura e solo successivamente i libri saranno necessari. Un neopagano non smette mai di studiare. Che sia nella sua infinita libreria o che esplori il grande libro del mondo, studia. Molti neofiti credono che sia un gioco, ma è un vero e proprio lavoro. Per ritrovare agganci con civiltà seppellite dal tempo, devi leggere, leggere e ancora leggere. Un neopagano inoltre deve ricostruire culti antichi, in base a fonti scritte e a messaggi divini. Non è facile e una vita sola non basta. Non bastano nemmeno infinite vite, perché un vero neopagano vive per il sapere e non smette mai di trovare. Si definisce ignorante perché non sa mai abbastanza ed è geniale nella sua semplicità d'essere. Inoltre, è una fusione perfetta di sapere letterario e pratico. Noi pratichiamo la nostra spiritualità nel nostro quotidiano. Cucinare, pulire, giocare, costruire, lavorare, mangiare, fare l'amore...è tutto sacro. Le fonti d'ispirazione dunque sono tutto ciò che mi circonda. Tutti i miei libri, gli alberi, il cielo, i matrimoni, i cimiteri, gli animali, l'arte...Tutto.
E.G.: Quali letture consigli?
E.S.M.: Questa è una domanda a cui è impossibile rispondere. Alcuni neopagani hanno fatto video di recensione o consigli di lettura per iniziare, ma io non lo trovo corretto. I consigli di lettura per neofiti sono sempre delle pagliacciate new age che io non ho mai comprato. Mi è stato chiesto di consigliare dei libri per la stregoneria tradizionale, ma anche questo sarà un compito arduo. Il mio vero consiglio è di esplorare "il grande libro del mondo", di interessarsi di tutto. Qualsiasi lettura è necessaria. Dalla letteratura classica, ai libri di cucina, al fantasy, alle antiche saghe,ai libri d'erboristeria, ai libri di magia, ai libri per bambini, alla poesia antica, alla sociologia. Tutto!
E.G.: Hai "fratelli/sorelle spirituali"? Una volta, menzionasti il desiderio ardente d'averne...
E.S.M.: Io non ho una congrega. Sono una praticante solitaria ed è necessario che sia così, perché i misteri si comprendono solo in solitudine. Ho però dei compagni di vita che mi hanno guidata per un certo periodo. C'è stata la mia prozia che alla sua morte mi ha donato il mio altare; c'è mia zia che mi ha donato la prima magia, la meraviglia del gioco, della danza e della divinazione; ci sono alcuni familiari vegetali e animali che mi stanno insegnando tantissimo; c'è stato un amico che mi ha mandato in crisi spirituale per poi farmi ritrovare e, soprattutto, ora c'è il mio compagno di Vita, di Arte e di Morte e noi stiamo guidando noi stessi verso il più grande dei misteri, il principio cosmico che muove l'universo, l'Amore.
E.G.: Dal tuo blog, è evidente che conosci la divinazione e altre pratiche comunemente connesse alla magia. Nell'URL del tuo blog, ti definisci "sciamana". Ti piace ricollegarti alle cosiddette "streghe". Qual è il significato (anche pratico) che dai a termini tanto misconosciuti dal cosiddetto "uomo della strada"? 
E.S.M.: Una sciamana nasce sciamana. Servire gli Dèi, la Natura e sè stessi non è mai una scelta. Purtroppo, ultimamente, per molti new age è quasi una moda o una "figata" e, per questo, si perdono in strade oscure, per poi non ritrovarsi più. Essere sciamana non vuol dire "avere un fantastico trip" come molti credono. Significa nascere per soffrire nella solitudine, nascere già nel dolore, già morente. Essere sciamana significa scoprire i misteri della morte e dalla morte ritornare. Essere sciamana vuol dire guarire se stessi e gli altri. Significa essere portatrice dei misteri dell' Amore, della Vita, della Morte e degli Dèi. Non è un compito facile. Una sciamana muore così tante volte, ma trova la forza dentro di sé per rigenerarsi. Una sciamana deve soprattutto portare avanti la tradizione e combattere l'occidente aiutata dalle forze della Natura. Una sciamana deve distinguere la realtà dalla menzogna. Non auguro a tutti di esserlo perché non tutti possono esserlo e, per quella gente che crede che sia tutto semplice e pronto in questa via, auguro di non tornare mai più dalla morte e dalla follia. Una sciamana non ha morale, ma ha un'etica personale. Il mio non è augurio cattivo, perché una sciamana non ha concezione del Bene e del Male, ma del Giusto secondo le leggi cosmiche e ad ogni azione c'è una responsabilità. La Natura e gli Dèi non sono il dio cattolico della "misericordia", non puoi delegare a loro le tue azioni. Tu hai scelta e dalla scelta derivano delle responsabilità. Se la scelta è prendere sotto gamba lo sciamanesimo, la responsabilità è solo tua.
Una strega è una sciamana non più accettata dalla società ma che lotta per conservare la cultura e la tradizione. Quindi, essere strega, per me, significa essere eretica, essere pericolosa per chi ha paura dell' altro, essere diversa e solo così essere me stessa. Essere strega significa essere in guerra con il mondo intero.
E.G.: "Eva Selene Menade". Un nickname che è tutto un programma e che fonde la femminilità di tradizioni spirituali diverse: quella biblica e quella degli antichi Greci. Quali considerazioni ti hanno portato a sceglierlo?
E.S.M.: Non è un nickname. è un vero e proprio nome. È il nome interiore che si trova solo nel momento in cui non lo si cerca più. è il nome delle tue maschere che si fondono con le tue membra. Siria è un nome molto importante per me, ma non è l'unico. Ogni strega ha un nome di riconoscimento tra sorelle e fratelli streghe, animali, vegetali, pietre, fiumi, colline, montagne, cieli, mari e tutte le altre divinità.
E.G.: Infine: secondo te, come spieghi la voglia di animismo, sciamanesimo e tradizioni dimenticate nella nostra società? Sono tutti retaggi di un'epoca in cui l'uomo non dominava la natura e (come abbiamo detto) viveva a contatto più diretto con essa... Non si tratta forse di reazioni all'iper-urbanizzazione e all'iper-tecnologizzazione in cui viviamo?
Sì! Nel corso dell' intervista l'ho spiegato palesemente. è una guerra, l'unica guerra che vale la pena combattere.


Pubblicato su Uqbar Love, N. 146 (30 luglio 2015), pp. 11-14.

5 commenti:

  1. Mi piacerebbe portare l'attenzione sul fatto che gli occidentali dovrebbero definirsi "praticanti sciamani" e non "sciamani". Solo infatti gli sciamani tribali hanno il diritto di definirsi tali, perché lo sono per discendenza o perché vengono scelti.
    Inoltre trovo molto pretenzioso ammantarsi di santità e autoincensarsi in questo modo lasciando intuire che se non si è d'accordo con lei si è sbagliati, perché lei è "sciamana" e sa tutto. Gli sciamani veri non si comportano così.
    Se volete sapere qualcosa di sciamanesimo contattate Lorenza Menegoni.

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    1. Io non so tutto. Anzi sento di non saper niente..La conoscenza è esplorazione. Nel momento in cui si cessa di ricercare si cessa di conoscere. Ammetto che molte cose che ho affermato, ora non le condivido pienamente. Sono cresciuta e sono maturata ma lo sciamanesimo chiama ed è una chiamata che non viene dagli uomini ma viene dal vento. Ed è una condizione che trascende la cultura. Anzi uno sciamano è sia immorale e allo stesso tempo a trasmettitore di cultura. Se la vuoi vedere da un punto di vista antropologico allora hai ragione ma lo spirito ha leggi diverse

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    2. Ricercare Continuamente nel grande libro del mondo e vivere di non verità è di nulla come verità non significa sapere tutto, significa sapere di non sapere e questa è una conoscenza importante

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  2. Ho letto ora l'articolo e mi soffermo solo in un punto che mi tocca molto da vicino.. essere strega, NO una strega non dev'essere pericoloso, NO una strega non dev'essere in guerra con il mondo. Non devo scrivere quale sia il mio percorso, o le mie origini tradizionaliste, ma non è con la "guerra" che si fa accettare il "diverso", ma con l'amore. Noi streghe, noi donne che parliamo di femminino , che portiamo la Luce, lo facciamo con l'amore non con la guerra con quella non andiamo da nessuna parte. Quindi mi spiace, ma queste parole non appartengono a molte che seguono la via della terra. Shanti

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    1. Sono parole con cui oggi in parte non condivido. Ma la lotta, oltre che una lotta interiore,,è una lotta che scardina la morale di qualsiasi cultura per un'etica naturale. Soprattutto è una lotta contro l'occidente, ovvero contro la monocultura che ha represso l'altro, contro la mercificazione dello spirito e della vita, anticapitalista e tradizionalista. Per me, nella realtà corrotta di oggi, questo percorso è anche un percorso d'anarchia spirituale. Dal mio punto di vista come la vita e la morte sono parte della stessa essenza, così lo è la lotta e l'amore perché l'amore per la vita prevede la lotta alla sopravvivenza, per l'attaccamento alla vita e ai suoi valori. Il termine Guerra oggi lo considero fuori luogo, ma il termine lotta è invece corretto. Questo poi resta il punto di vista di una sola persona.
      Inoltre ora ben distinguo la stregoneria dallo sciamanesimo..

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